sabato, 25 Settembre 2021
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Dalla Toscana la soluzione al mistero delle api scomparse

C'è un'inversione di tendenza nella moria delle api, che ha messo sull'attenti Parlamento, Commissione europea e Governo italiano. Dalla Toscana arrivano i primi dati rassicuranti, dopo la sospensione dell'uso di fitofarmaci neonicotinoidi.

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La scomparsa delle api, note come sentinelle ambientali, ha colpito tutti e cinque i continenti, facendo segnare un calo del 50-80% della popolazione delle arnie.

IL PROGETTO APENET. Un mistero, segnalato attorno al 2006 e denominato “Colony Collapse Disorder” (‘Moria e spopolamento degli alveari’ in sigla CCD), che ha occupato anche la stampa internazionale, nazionale scientifica e tecnica. Da qui il progetto “Apenet”, in collaborazione con le Regioni: un sistema di monitoraggio delle api nelle zone agricole.

La Toscana ha dato, su questo fronte, l’impegno più rilevante, quadruplicando con proprie risorse il numero delle postazioni di rilevazione nelle zone agricole. Il progetto della rete di monitoraggio e studio ‘Apenet’ è biennale e adesso i tecnici stanno elaborano i risultati del 2009, con le quattro rilevazioni stagionali.

2009 IN RIPRESA. I dati del 1° semestre 2009 non segnalano eventi straordinari di morie e spopolamenti, come in passato. “Probabilmente ci stiamo avvicinando alla verità sul mistero della CCD – ha dichiarato Aldo Manetti, presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale della Toscana -, ma stiamo anche capendo come sia ormai fragile l’equilibrio della principale sentinella ambientale per definizione com’è l’ape, sottoposta anch’essa ai processi di globalizzazione”.

“Dall’osservazione dei moduli di ‘Apenet’ installati in Toscana e grazie all’aiuto dei locali apicoltori – ha detto Manetti – è chiara un’inversione di tendenza dopo anni di disperazione per l’apparire della sindrome da collasso degli alveari. C’è stata una ripresa della normale attività di impollinazione della frutta e degli ortaggi e di produzione di miele. Vedremo se la ricerca metterà in linea questo risultato con il blocco delle semine ‘conciate’ in Italia”.

UNA GIORNATA DI STUDIO A GROSSETO. Il 5 febbraio si terrà nell’Azienda Agricola Regionale di Alberese (Grosseto) una giornata di studio riservata a tecnici, esperti e rappresentanti del Ministero delle Politiche agricole e del Parlamento e della Commissione europei.

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