Il titolo V della Costituzione prevede che “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione” e valorizzano le autonomie locali.

Ebbene per Legautonomie e l’Uncem (l’Unione delle Comunità e degli Enti montani) siamo di fronte “alla sostanziale non attuazione del titolo V”. Per rafforzare il sistema delle autonomie e la sua rappresentanza, in raccordo con l’Associazione dei Comuni – Anci e l’Unione delle Province – Upi, oggi a Firenze Legautonomie e Uncem hanno siglato un accordo dando vita ad una confederazione. Si punta ad “una più ampia ed unitaria conferedazione delle autonomie locali”.

L’accordo è stato firmato nella Sala Pistelli della Provincia di Firenze, dal Presidente di Legautonomie Toscana, Andrea Barducci, e dal Presidente dell’Uncem Toscana, Oreste Giurlani. “La Confederazione – spiegano – costituisce la risposta concreta delle due associazioni alla richiesta di federalismo da parte dei cittadini ed ha come obiettivo primario quello di riunire le forze degli enti locali ed impegnarle su alcuni punti ritenuti qualificanti e attuativi del processo federalista”.

Tra questi, in particolare: il federalismo finanziario e fiscale per uscire definitivamente dalla logica dei trasferimenti statali e per far emergere le responsabilità di ciascun livello istituzionale nell’amministrazione della cosa pubblica. Si tratta di dare certezza di risorse e di trasparenza nella loro gestione, a partire da quelle per la perequazione e la solidarietà sociale.

Altri obiettivi: il nuovo Codice delle Autonomie come carta dei principi che valorizzi la capacità degli enti locali di promuovere la crescita e l’innovazione; la riforma delle sedi di concertazione e di raccordo istituzionale per consentire agli enti locali di intervenire nella formulazione delle leggi che interessano i territori; la questione sicurezza; la riforma dei servizi pubblici locali, nel senso di favorire e implementare politiche di liberalizzazione dei servizi che mettano al centro degli interessi il cittadino, la sua libertà di scelta, l’abbattimento di costi e tariffe attraverso la selezione competitiva degli operatori.

A Legautonomie, la più antica associazione di enti locali, aderiscono circa duemilacinquecento enti tra Comuni, Province, Regioni e Comunità montane.