giovedì, 13 Maggio 2021
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Detenuto si impicca nel carcere di Prato

Un detenuto si è tolto la vita nella sua cella nela carcere di Prato: lo rende noto la Uil Pa Penitenziari. Si tratta di un giovane di 22 anni di origini siciliane. L'episodio è avvenuto a poche ore di distanza dal suicidio di Sulmona.

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Ancora un suicidio in carcere: questa volta è avvenuto a Prato.

L’EPISODIO. Lo rende noto la Uil Pa Penitenziari che, in una nota, spiega che “a poche ore del suicidio di Sulmona, oggi pomeriggio (ieri, ndr), intorno alle 16.00, un detenuto recluso a Prato si è tolto la vita impiccandosi nella propria cella. Si tratta di un giovane di 22 anni M.A. di origini siciliane”.

SARNO. E sull’episodio, che va ad aggiungersi ad altri già accaduti nei mesi scorsi nelle carceri italiane, arriva il commento del segretario generale UIL PA Penitenziari Eugenio Sarno: “Chi ha competenze politiche e amministrative, potrà anche continuare a perpetrare un ostinato, quanto offensivo,  silenzio e negare risposte a chi, come noi, pone senza indugio e foglie di fico la questione penitenziaria in termini crudi e nudi.  Ma non potrà sottrarsi, prima o poi, dall’affrontare la tragica realtà delle morti in cella”.

EMERGENZA. “Considerato che nè il Ministro della Giustizia nè il Governo pare abbiano intenzione di affrontare con determinazione e responsabilità il dramma penitenziario – continua Sarno – non ci resta che appellarci al Presidente Napolitano, e persino alle autorità ecclesiastiche,  perché invitino autorevolmente  coloro che possono, e dovrebbero, ad occuparsi e  risolvere le tante, troppe criticità che affogano il nostro sistema penitenziario nell’illegalità, nell’inciviltà e nella disumanità. Il personale è solo e abbandonato. Sperduto nella drammaticità dell’emergenza. Un solo agente preposto alla sorveglianza di decine, centinaia, di detenuti è naturalmente impedito a prevenire morte e violenza dovendo badare soprattutto alla propria incolumità personale. Pertanto – conclude il segretario generale UIL PA Penitenziari – è da irresponsabili pensare di poter attivare, come si vuole fare proprio a Prato, nuove sezioni senza l’assegnazione di alcuna unità di polizia penitenziaria aggiuntiva”.

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