Il dibattito si è tenuto nella Casa della Cultura di Firenze.A spiegare a professori, studenti e ricercatori riuniti al convegno le dieci idee del Pd toscano per andare in soccorso dell’Università è stato il responsabile nazionale universita’ e ricerca del PD, Luciano Modica.Era presente anche il segretario regionale, Andrea Manciulli, che ha spiegato:

“Sull’universita’  si gioca il futuro del paese e per correggere quanto non funziona c’e’ bisogno di cambiare con un progetto organico e preciso, non tagliare indiscriminatamente su tutto. Il Partito Democratico della Toscana mette, e non da oggi, l’universita’ e la ricerca ai primi posti della sua agenda politica, non pare faccia altrettanto – conclude Andrea Manciulli – il Governo di destra. La Regione Toscana ha gia’ promosso una legge sulla ricerca che risponde ad alcuni bisogni degli atenei toscani ma non puo’ bastare se lo Stato non svolge il suo fondamentale ruolo di sostegno all’alta formazione e alla ricerca”

“Il dietrofront del governo sul provvedimento di riforma dell’universita’ non e’ convincente e anzi ci preoccupa perche’ dimostra un’assenza di strategia – ha aggiunto Marta Rapallini, responsabile regionale del PD su universita’ e ricerca -. La situazione diventa cosi’ senza sbocco: tagli e solo tagli. L’universita’ invece ha bisogno di essere riformata subito, servono da subito nuovi ricercatori reclutati con procedure meritocratiche diverse da quelle vigenti”.

La ricetta per farlo, ha spiegato la Rapallini consiste nello ” svincolare il reclutamento dei ricercatori dal blocco del turn-over e occorre immediatamente stanziare un fondo premiale, sulla base degli esiti delle valutazioni dei comitati nazionali di valutazione, per sostenere le universita’ che oggi lo meritano‘”