venerdì, 7 Maggio 2021
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Diossina, l’uovo toscano è sicuro. Ma attenzione a latte e carne

Nessun allarme diossina in Toscana. A rassicurare i consumatori sulla sicurezza di uova, latte e carni toscane è la Coldiretti. “Il sistema di rintracciabilità fornisce indicazioni precise sulla provenienza del prodotto”. Niente da temere, dunque, dagli alimenti made in Toscana. Ma attenzione a latte e carne importati: ogni anno approdano sulle tavole toscane 700mila quintali di latte estero, soprattutto tedesco.

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Nessun allarme diossina in Toscana. A rassicurare i consumatori sulla sicurezza di uova, latte e carni toscane è la Coldiretti. “Il sistema di rintracciabilità fornisce indicazioni precise sulla provenienza del prodotto”. Niente da temere, dunque, dagli alimenti made in Toscana. Ma attenzione a latte e carne importati.

SICURO. Chi vuole può quindi scegliere il prodotto toscano, tanto più che la nostra regione vanta una produzione sufficiente per far fronte al fabbisogno della popolazione. In Toscana infatti si contano 2800 aziende che complessivamente allevano circa 3 milioni di polli, 2 milioni da carne, 1 milione di ovaiole che depongono oltre 250 milioni di uova l’anno.
 

ATTENZIONE. Diverso è il discorso per gli altri prodotti inquinati dalla diossina: carne suina, latte e latticini. La Toscana infatti importa dalla Germania quantitativi significativi i di  maiali vivi da macellare e di carne suina, ma anche di latte e derivati. I 700 mila quintali di latte bovino prodotti nella nostra regione e commercializzati in gran parte come latte fresco, infatti, vengono integrati con forti quantità di prodotti di importazione.

LATTE DI IMPORTAZIONE. Ogni anno sono  tra latte, latticini e formaggi, approdano sul mercato toscano arrivano circa 1 milione di quintali di prodotto per un totale di oltre 2 milioni di quintali di  latte equivalente, la metà dei quali (1.100.000 circa) è di provenienza tedesca. La Germania guida come leader assoluta la hit delle importazioni, seguita, ma con un enorme distacco, da Polonia (da cui arrivano ogni anno oltre 300 mila quintali di latte equivalente) e Austria (che fornisce meno di 150 mila quintali di latte equivalente). Molti prodotti di importazione finiscono nel piatto del consumatore in modo subdolo e anonimo. “Attualmente – spiega Roberto Maddè, Direttore di Coldiretti Toscana  – l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta è in vigore solo per alcuni alimenti. L’etichetta però resta anonima per  la metà della spesa”.

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