lunedì, 29 Novembre 2021
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Dopo la strage, il rientro a casa. Ultimo saluto per Mor e Modou / FOTO

Si è tenuto oggi alle Cappelle del Commiato il rito funebre delle due vittime senegalesi Mor e Modou, uccise dal killer Gianluca Casseri. L'ultimo saluto da parte di amici e parenti, prima del rientro in Senegal.

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Un momento di commozione, ma sopratutto di riflessione. A dare l’ultimo saluto  ai due ambulanti senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, uccisi in piazza Dalmazia a Firenze dal killer di estrema destra Gianluca Casseri, c’erano parenti e amici. Non erano in tanti. “Dobbiamo ringraziare l’Italia. Abbiamo sentito tanta solidarietà, e di questo siamo grati”, ha detto il vicepresidente della comunità senegalese, Assan Kebe.

LAVAGGIO DEI CORPI. Il rito funebre dell’abluzione è stato svolto dall’imam di Firenze Izzedin Elzir. Per l’islam la morte è considerata come un momento di passaggio alla vera vita, quella che non avrà mai fine e consentirà allo spirito di progredire. “ Il rito consiste – spiega l’imam- nel lavare con acqua e sapone i defunti, per togliere ogni impurità dai loro corpi. Dopodiché vengono avvolti in una stoffa bianca. A questo punto inizia la preghiera collettiva composta da quattro unità: la lettura di un passo del Corano, una preghiera per i profeti, una per i defunti e l’ultima per tutti i defunti”. La tradizione islamica infatti, richiede funerali molto semplici e rispettosi, rifiutando ogni forma di ostentazione.

RIMPATRIO DELLE SALME. L’arrivo delle salme a Dakar, in Senegal, è previsto intorno alle 1,00 della notte: i corpi sono partiti questa mattina da Firenze, poi – intorno alle 16,50 – decollerà da Bologna il volo per Marrakech. In seguito le salme saranno trasportate a Dakar.

 

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AMICI E PARENTI AVVOLTI DAL DOLORE. Al funerale, oltre ad alcuni amici, c’erano i fratelli della vittime, Aly Diop e Dieneidy Samb, che non hanno rilasciato nessun commento. A parlare erano i loro occhi, pieni di dolore e tristezza. Un’intera comunità colpita dalla furia razzista di un uomo, che di quelle persone ha visto solo il colore della pelle, ma “questo non è stato solo un attacco alla comunità senegalese, è stato un attacco a tutta la civiltà italiana. Dobbiamo essere uniti”, ha concluso l’imam.

MANIFESTAZIONI IN SENEGAL. Come riferisce Mbacke Mbodji, uno dei rappresentanti della comunità senegalese: “anche nel nostro paese sono state fatte delle manifestazioni, molto più piccole rispetto a quelle di Firenze. È  bastato un gesto. Quello di una giovane ragazza italiana, in vacanza, che nella piazza d’indipendenza ha chiesto scusa a tutti”.

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