Slogan e striscioni alla manifestazione, a cui hanno preso parte anche numerose istituzioni e rappresentanti del mondo istituzionale: dai gonfaloni di Regione, Provincia e Comune di Firenze all’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini e al sindaco di Firenze Leonardo Domenici, solo per citare alcuni dei presenti al corteo e al comizio finale.

Tanti i commenti e le reazioni alla manifestazione, in attesa del prossimo appuntamento fissato per lunedì prossimo, quando è in programma un incontro tra sindacati e azienda a Pordenone. ”Chiediamo che lo stabilimento di Firenze non sia chiuso e che non si proceda alla ristrutturazione di Susegana – ha detto Gianni Castellan, della Fim Cisl – non condividiamo la scelta di tagliare quando in Italia la Electrolux fa profitti”. ”La logica del puro contenimento dei costi non porta da nessuna parte – ha invece sostenuto Maurizio Landini, segretario nazionale della Fiom Cgil – se dagli incontri dei prossimi giorni non verranno elementi di novità siamo pronti a proseguire le nostre iniziative”.

“La Elettrolux di Scandicci non deve chiudere, la nostra richiesta deve arrivare forte fino a Stoccolma – ha detto il segretario generale della Cisl di Firenze, Riccardo Cerza – La chiusura dell’azienda è un dramma per i lavoratori coinvolti e per il nostro territorio. Da Firenze, deve partire un messaggio chiaro alla multinazionale: i lavoratori e il sindacato sono pronti a fare la loro parte ora tocca all’azienda fare la sua. Serve un investimento che porti innovazione di prodotto in una fascia alta di mercato contrassegnata dalla tecnologia, dalla qualità e dal disegn.”

“Non possiamo arrenderci solo alla logica del massimo profitto, una grande azienda deve avere una funzione sociale cercando di oniugare giusti criteri economici a valori fondamentali come lo sviluppo della persona, del territorio,della società in cui vive – continua – Per questo serve un impegno da parte delle istituzioni e della politica per facilitare il ‘fare industria’ nel territorio. Solo mettendo insieme tutti questi elementi, ognuno per la sua parte con un grande senso di responsabilità, con coraggio e intelligenza possiamo uscire da questa crisi con una opportunità di sviluppo”.

Anche Achille Passoni, candidato al Senato per il Partito Democratico, assieme a Patrizio Mecacci, responsabile lavoro del Pd Toscana, ha partecipato alla manifestazione nazionale svoltasi a Firenze nell’ambito dello sciopero generale di tutto il gruppo Electrolux in Italia. “Questo è uno sciopero sacrosanto – ha dichiarato Passoni – l’azienda non può pensare di chiudere lo stabilimento di Firenze. Bisogna andare al dialogo senza il ricatto della chiusura e lavorare insieme ai sindacati e all’azienza per trovare soluzioni, anche innovative, che consentano ai lavoratori di poter mantenere il proprio posto posto di lavoro e di mantenere attiva la produzione anche a Firenze.C’è la possibilità di un innovamento – ha concluso il candidato del PD – e bisogna coinvolgere l’Università, ma l’azienda deve mantenere aperto il sito produttivo fiorentino”.