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Emergenza carceri, “la Toscana si farà ascoltare”

“Contratteremo ogni articolo di legge e ogni parola di ogni articolo, ci faremo ascoltare". E' quanto assicura l'assessore regionale per il diritto alla Salute Enrico Rossi, intervenuto in merito al progetto del governo sulla situazione delle carceri italiane.

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STUDIARE SOLUZIONI DIGNITOSE. “Lavoreremo su tutti i punti che verranno proposti. Si parla di arresti domiciliari per l’ultimo anno di pena residua: non credo si tratti di un indulto camuffato. Ne vorrei discutere, per riuscire a costruire una misura oculata e corretta. Si parla di lavori di pubblica utilità per le pene al di sotto dei tre anni: anche in questo caso discutiamo, confrontiamoci. Possiamo aprire con il governo un tavolo sulle leggi che hanno riempito le carceri? Anche per quanto riguarda le strutture carcerarie bisogna discutere con le Regioni, studiare soluzioni dignitose”.

“DELIRIO SULLA SICUREZZA”. “Quanto alla illegalità – prosegue l’assessore Rossi – sembra che quello che conti oggi sia la spettacolarizzazione, che non fa altro che incattivire i rapporti e alimentare la violenza. Su questo punto noi dobbiamo dare battaglia sul piano culturale e politico. Non possiamo fermarci agli aspetti repressivi e di controllo, pur necessari, ma riaprire la discussione sulle cause che producono l’illegalità, cercare di rimuoverle e far crescere delle vere alternative. Altrimenti non basteranno migliaia di posti-carcere in più: questa sorta di “delirio” sulla sicurezza non risolve i problemi, crea soltanto nuove sofferenze e provoca un corto circuito di cui fanno le spese le parti più deboli della popolazione”.

UN PRESIDIO ESTERNO A SOLLICCIANO. In tema carceri (e Sollicciano in particolare) è intervenuta anche Stefani Saccardi, assessore comunale alla salute. “Prima di Natale – ha detto – ho visitato insieme a Rossi l’istituto di Sollicciano e mi sono resa conto di persona di quanto bisogno di sanità ci sia in carcere sotto diversi punti di vista. Prima di tutto quello degli ambienti, da mettere a norma sia per quanto riguarda il rispetto delle normative per la sicurezza sui luoghi di lavoro sia soprattutto la funzionalità dei locali. In secondo luogo la questione delle attrezzature, spesso inadeguate, vecchie e mal funzionanti. E’ necessario attivare un presidio sanitario stabile esterno al carcere in cui ricoverare i detenuti affetti da patologie complesse, superando la situazione attuale che prevede, in caso di necessità, il trasferimento dei pazienti negli ospedali del territorio. Un presidio la cui localizzazione dovrà essere indicata dall’Azienda sanitaria”.

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