domenica, 29 Novembre 2020
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Fine del Covid: gli scenari per il 2021 e oltre

Aspettarsi la fine del Covid nel 2021 è forse troppo ottimista. Ma entro l'anno prossimo potremo tornare a una forma di normalità

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Marzo 2021, un anno dopo l’inizio della pandemia. Nel mondo si contano quasi 300 milioni di casi e si sono da poco superati i 2 milioni di morti per coronavirus. È uno degli scenari possibili riportati da un articolo di Nature, una delle riviste scientifiche di riferimento. La fine del Covid non pare vicina e i diversi scenari che gli epidemiologi di tutto il mondo stanno elaborando sono concordi nel ritenere che col virus dovremo convivere almeno per buona parte del 2021.

Indicare una data precisa, al momento, è impossibile. Quel che sembra probabile è però che non ci sarà una fine del Covid, piuttosto due fini diverse, forse già a partire dal 2021.

Covid, una sola fine? No, due

La prima è la fine epidemiologica, che si avrà quando verrà raggiunta la cosiddetta immunità di gregge. Il modo sul quale la maggior parte degli Stati del mondo punta per raggiungerla è la somministrazione di un vaccino. Convenzionalmente, si è molto parlato della soglia del 60% di popolazione vaccinata come quella necessaria a ottenere l’immunità di gregge. Si tratta però di una stima prudenziale. Individuare una soglia precisa non è ancora possibile, ma alcuni studi scientifici la calcolano tra il 55% e l’80% della popolazione vaccinata. Raggiunta questa soglia, il virus non troverebbe le condizioni che permettono il contagio su larga scala.

Le stime per l’immissione sul mercato di un vaccino sicuro e capace di garantire una protezione a lungo termine variano molto. I più ottimisti prevedono che i primi vaccini vengano somministrati prima della fine del 2020, ma una distribuzione su larga scala potrebbe impiegare ancora dai 12 ai 18 mesi.

Ritorno alla normalità pre Covid: le previsioni per il 2021

C’è poi l’altra fine del Covid, per la quale si stimano tempi più brevi. Anche quando il virus non sarà ancora debellato, arriverà un momento in cui il contenimento del contagio sarà tale da consentire un ritorno a una forma di normalità molto vicina a quella pre Covid. E dunque, tutte le attività economiche e umane riprenderanno a pieno regime. La vaccinazione, anche se lontana dalla soglia dell’immunità di gregge, sarà stata somministrata alle fasce di popolazione più a rischio. Il sistema di test e tracciamento sarà rodato, rapido e preciso. Le terapie consentiranno di prevenire le conseguenze più gravi del Covid, i sistemi sanitari saranno in grado di reggere la pressione e i tassi di mortalità saranno drasticamente più bassi. Resteranno alcuni accorgimenti e misure di prevenzione da mantenere, ma sarà una condizione molto vicina a quella di normalità. Per questo si può comunque parlare di fine del Covid: secondo le stime, nei paesi sviluppati potrebbe essere raggiunta tra la primavera e l’estate del 2021, o comunque entro la fine dell’anno prossimo.

Covid nel 2021, troppo presto per la fine?

Anche perché il coronavirus responsabile della malattia Covid 19 potrebbe non essere debellato mai, o almeno non in tempi brevi. La sua diffusione su scala mondiale è, a questo punto, troppo estesa. Alcuni studi prevedono che, dopo la prima grave ondata pandemica del 2020, il coronavirus continuerà a presentarsi stagionalmente, ogni inverno, ancora per anni, fino al 2025 e anche oltre.

A maggior ragione, come detto, sarà fondamentale che il vaccino garantisca una copertura a lungo termine. Sarà questo l’elemento chiave che determinerà l’andamento del Covid nel corso del 2021 e la sua possibile fine.

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