venerdì, 14 Maggio 2021
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Finti corrieri della droga in manette per estorsione

Per mesi hanno tempestato di telefonate due giovani sudamericane, arrivando a minacciare figli e famiglie delle due, nel tentativo di estorcere loro 40mila euro. Gli estorsori, una peruviana e un boliviano entrambi sulla trentina, si spacciavano per corrieri internazionali della droga

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Per mesi hanno tempestato di telefonate due giovani sudamericane, arrivando a minacciare figli e  famiglie delle due, nel tentativo di estorcere loro 40mila euro. Gli estorsori, una peruviana e un boliviano entrambi sulla trentina, si spacciavano per corrieri internazionali della droga e fingevano di avere un credito aperto con le vittime.

IL PIANO. In realtà i colpevoli, 29 e 28 anni, non avevano niente a che fare con i traffici di stupefacenti, ma erano venuti a conoscenza che la madre delle ragazze era stata sorpresa con un carico di tre chili di cocaina e avevano cercato di cavalcare l’onda.

MADRID. La madre delle due, infatti, era stata arrestata lo scorso maggio, all’aeroporto di Madrid, sorpresa con tre chili di coca. La donna, diretta a Firenze per raggiungere le figlie, negò alle autorità straniere il suo consapevole coinvolgimento nella faccenda; una versione dei fatti tuttora al vaglio degli inquirenti in considerazione anche di altri casi nei quali i corrieri sono poi risultati realmente inconsapevoli del contenuto dei pacchi regalo che veri malviventi senza scrupoli li avevano chiesto di trasportare.

MINACCE. A distanza di mesi i guai sono arrivati anche per le figlie della sudamericana: per giorni, con una serie di telefonate anonime, una voce femminile ha tentato di estorcere alle due ragazze la somma di 40mila euro per il carico di droga andato perduto in Spagna; richiesta alla quale sono seguite ovviamente minacce sia di morte che di gravi ripercussioni su tutta la famiglia delle vittime, figli minori compresi.

L’ARRESTO. Lunedì scorso la Squadra Mobile diretta da Filippo Ferri e in particolare gli uomini della Sezione Antidroga guidati dal V.Q.Agg. Alfonso Di Martino, in esecuzione ad un’Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP Dr Pezzuti, su richiesta del P.M. titolare delle indagini, Dr. Bocciolini, hanno messo un punto alla vicenda catturando i due autori materiali della tentata estorsione. Ora dovranno rispondere entrambi del reato di tentata estorsione in concorso.

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