sabato, 31 Gennaio 2026
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”Firenze che sarà”, viaggio a Gavinana

Giovedì 18 aprile tornano le assemblee pubbliche organizzate dall'Ordine degli architetti e da Image per parlare del futuro urbanistico della città: appuntamento alle 18 al Teatro dell'Affratellamento.

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Terzo appuntamento, giovedì 18 aprile, con ”Firenze che sarà”, il ciclo di assemblee pubbliche organizzate dall’Ordine degli architetti di Firenze, dalla Fondazione Professione Architetto e da Image per discutere del futuro urbanistico della città a partire dalla visione di filmati di architettura contemporanea.

L’INCONTRO. L’incontro, aperto a tutta la cittadinanza, si svolgerà al Teatro dell’Affratellamento di Ricorboli (via Giampaolo Orsini, 73) dalle 18. Dopo Novoli e Ponte a Greve, lo sguardo degli architetti è dunque puntato sul quartiere di Gavinana e sulle molte ”architetture in attesa” – questo il titolo scelto per l’iniziativa – che lo abitano e che ancora oggi sono alla ricerca di una nuova identità pubblica, a partire dal Centro popolare autogestito di via Villamagna fino allo spazio per l’arte contemporanea Ex3. A discutere di tutto questo insieme ai progettisti e alla popolazione ci saranno il giornalista e gastronomo Leonardo Romanelli, il presidente del Quartiere 3 Andrea Ceccarelli e l’organizzatrice di eventi d’arte contemporanea Vaia Balekis. A coordinare, Eva Parigi dell’Ordine degli architetti e Marco Brizzi di Image.

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GAVINANA. Il confronto sulle trasformazioni urbanistiche della città prenderà spunto dalla visione di filmati di architettura contemporanea selezionati e messi a disposizione da Image Archive, che mostreranno esempi di rigenerazioni urbane effettuate in altre città europee e non solo. Amsterdam, Liverpool, Londra, Madrid saranno solo alcune delle protagoniste dei video in programma domani. “A Gavinana – spiegano gli architetti – alcuni luoghi hanno conosciuto in anni recenti una trasformazione sostanziale, come nel caso della vecchia area industriale di viale Giannotti. Altri sembrano destinati a una prolungata ricerca di una nuova pubblica funzionalità. È su questi in particolare che ci concentreremo, accogliendo dalla cittadinanza che ogni giorno in prima persona vive il quartiere contributi e suggerimenti per coltivare le migliori pratiche di trasformazione”.

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