venerdì, 7 Maggio 2021
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FOTOGALLERY – Il toro e il fornaio, scopri gli angoli più curiosi di Firenze

Quello che ha di bello Firenze è che non smette mai di stupire, anche e soprattutto i fiorentini. Segreti e leggende si nascondono dietro statue e monumenti.

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Quello che ha di bello Firenze è che non smette mai di stupire, anche e soprattutto i fiorentini. Segreti e leggende si nascondono dietro statue e monumenti. Per chi volesse essere per un giorno turista della propria città, ecco alcune delle curiosità che le guide il più delle volte non dicono o addirittura ignorano.

 

IL TORO E IL FORNAIO. La fiancata sinistra di Santa Maria del Fiore ospita un’insolita scultura: la testa di un toro. Secondo la versione ufficiale l’opera onora tutti gli animali che hanno collaborato alla costruzione della cattedrale, ma le dicerie popolari sono più “piccanti”. La testa sarebbe stata collocata da un mastro carpentiere, impegnato nei lavori di costruzione, davanti all’abitazione dell’amante, moglie di un fornaio. In questo modo ogni volta che il marito si fosse affacciato si sarebbe trovato faccia a faccia con l’animale cornuto.

PER NON DORMIRE. E cosa ci fa a Firenze un palazzo signorile decorato con mazzetti di papaveri da oppio? Secondo la leggenda un Bartolini, mercante di lana, sbaragliò la concorrenza e si aggiudicò un vantaggioso contratto mescolando dell’oppio al vino dei rivali. In ricordo di quell’episodio la famiglia ebbe la sfrontatezza di adeguare le decorazioni della propria residenza con bassorilievi rappresentanti mazzi di papaveri da oppio e con la frase “per non dormire”, grazie alla quale era stata possibile tutta quella ricchezza.

API E PERSIANE. Avete mai provato a contare le api sul bassorilievo della statua a cavallo in Piazza Santissima Annunziata? Questo sciame è noto per l’estrema difficoltà che comporta il contarne i componenti, tanto che in passato i bambini particolarmente capricciosi vi venivano portati di fronte con la promessa dei genitori che se fossero riusciti a contare le api avrebbero visto appagato ogni loro desiderio. Nella stessa piazza, al secondo piano del palazzo Budini-Gattai si notano delle persiane che non vengono mai chiuse. Stando alla leggenda da quella finestra si è affacciata per anni una nobildonna che ha atteso invano il ritorno dell’amato dai campi di battaglia. Alla morte dell’innamorata, la finestra fu chiusa e – secondo il mito – gli eventi che si verificarono furono così spaventosi da convincere i parenti a lasciare almeno una persiana sempre aperta.

(VIA?) CALIMALA. Una breve curiosità riguarda il nome di una delle strade più “trafficate” della città: Calimala. Ebbene sì, “Calimala” e non “Via Calimala”. Infatti il termine ha già in sé la parola greca “callis” che significa “strada” e quella latina “mala”, cioè brutta, accidentata, malsana.

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