Diminuisce la presenza cinese nella provincia di Firenze (dopo anni di incremento) ma aumentano le rimesse verso il paese d’origine. Sono alcuni dei dati relativi all’immigrazione cinese in provincia di Firenze, tratti da un’indagine avviata la scorsa primavera nel quadro  di un ampio progetto di lavoro del ministero dell’Interno con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM). A illustrare i risultati sono intervenuti il prefetto Andrea De Martino,  il console cinese a Firenze Gu Honglin, don Giovanni Momigli e l’autore della ricerca Ulisse Di Corpo.

L’indagine si è svolta tra aprile e novembre di quest’anno e ha interessato un campione di 985 cittadini cinesi (circa il 9% dei residenti), articolandosi  su due questionari, uno in lingua cinese per gli immigrati di prima generazione e l’altro in italiano per quelli di seconda generazione. Le risposte fornite sono state poi elaborate con i dati forniti da Istat, Inps, Banca d’Italia e CNA.  Lo studio ha così permesso di mettere a fuoco molti elementi interessanti della presenza e della dinamica migratoria cinese nella nostra provincia, dove quella cinese è la seconda comunità più numerosa (dopo i cittadini albanesi). 

Dal 2003 al 2007 le presenze sono passate da 9.477 a 11.229 (+18%), ma l’anno scorso si è mostrata un’inversione di tendenza e si è assistito a un rallentamento del fenomeno migratorio (-0,4% rispetto al 2006). A fronte di questa diminuzione le rimesse dei residenti cinesi verso il paese d’origine, effettuate attraverso i Money Transfer, sono aumentate nello stesso periodo del 243%, passando dai 39 milioni di euro del 2006 ai 134 milioni del 2007. La ricerca spiega  che una parte consistente di questo notevole incremento va attribuita al controesodo di cinesi che stanno tornando in patria, dovuto al forte sviluppo economico che sta interessando la Cina. L’analisi evidenzia, inoltre, che la presenza cinese è diminuita principalmente a Reggello (-16,67%), Montespertoli (-14,71%), Castelfiorentino (-13,17%), Certaldo (-10,96%), Calenzano (-9,52%), Signa (-8,74%), Vinci (-6,37%) e Firenze (-4,49%).

Il rapporto fra maschi (5.953) e femmine  (5.276) è in linea con il dato italiano e indica che la popolazione cinese, presente nella provincia di Firenze, tende a ricostituire l’intero nucleo familiare. Esaminando l’età si nota che maggiore è la densità di popolazione in età di lavoro tra i 25 e i 45 anni, equamente distribuita fra uomini e donne, e che forte è la presenza di bambini nei primi anni di età, mentre è scarsa la popolazione anziana, dato quest’ultimo che è indice della propensione a tornare in patria verso i 50 anni. I cinesi vengono nella nostra provincia  soprattutto per lavoro  e per ricongiungimento familiare, ma anche per studio. Significativo è infatti il numero di laureati cinesi che giungono per seguire corsi di perfezionamento.

Sul fronte dell’attività lavorativa, si rileva che sono 1.098 le aziende cinesi, di cui 838 nel settore manifatturiero, con un’incidenza del 76% (contro il 24% registrato per le aziende straniere in genere) e 226 nel settore del commercio con un’incidenza del 20%. E’ interessante notare che nel settore delle costruzioni, in cui è presente il 45% delle imprese straniere, solo 12 sono cinesi, con un’incidenza sul totale dell’1%.