mercoledì, 30 Settembre 2020
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Gatto morde la padrona, era positivo a un virus raro

Si pensava fosse rabbia, ma le analisi confermano la positività a un virus raro, rinvenuto finora una sola volta. È successo ad Arezzo

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Ha aggredito la padrona mordendola prima di morire. Si pensava a un caso di rabbia, ma così non era: il gatto è risultato positivo a un Lyssavirus tipico dei pipistrelli, un virus raro finora isolato una sola volta, nel 2002 Caucaso. È successo ad Arezzo. In tempi di coronavirus una notizia simile allarma più del solito, ma gli esperti escludono il rischio di epidemia.

Sul caso sta lavorando il Centro di referenza nazionale per la Rabbia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie che ieri ha isolato il virus da un campione del cervello del gatto prelevato dopo la sua morte.

Gatto positivo a un virus raro, si indaga ad Arezzo

Si tratta di un virus diverso da quello della rabbia. La rabbia è un virus dei carnivori domestici e selvatici trasmissibile all’uomo. In Italia gli ultimi casi sono stati segnalati dal 2008 al 2011 e riguardavano la volpe rossa. Dal 2013 il paese è ufficialmente indenne dalla rabbia classica.

Il virus isolato dal gatto di Arezzo appartiene invece ai Lyssavirus, un genere di virus a singolo filamento negativo di RNA che include 11 specie, compresi quelle della rabbia. Ma in questo caso si tratta di uno specifico Lyssavirus fin qui rinvenuto una sola volta, a livello mondiale, in un pipistrello del Caucaso nel 2002. Non si hanno conferme della senza capacità di questo virus di infettare altri animali domestici o l’uomo.

Morde la padrona ma non era rabbia: virus osservato fin qui una sola volta

La Regione Toscana, in una nota, ha diffuso la precisazione del Ministero della salute: sulla base dell’esperienza maturata da casi simili in altri Paesi per virus analoghi la capacità di trasmissione dal serbatoio naturale ad un’altra specie rappresenta un evento estremamente limitato, a cui non fa seguito una diffusione epidemica. Attualmente, non ci sono evidenze della possibile trasmissione da animale a uomo.

La proprietaria del gatto e le persone che sono state a contatto con l’animale sono state sottoposte a profilassi post-esposizione, per precauzione. Sul caso sta indagando un gruppo tecnico scientifico costituito presso il Ministro della salute, di concerto con la Regione Toscana, con esperti e istituzioni locali e nazionali.

“Siamo in costante contatto con il Ministero per monitorare la situazione, che è sotto controllo – dice l’assessore regionale alla salute Stefania Saccardi -. Questa è la dimostrazione che il nostro sistema funziona bene, perché abbiamo individuato il caso immediatamente e messo subito in atto tutte le misure necessarie”.

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