mercoledì, 28 Settembre 2022
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”I lavoratori del Maggio contaminati da radiazioni”: esposto in procura

Le polemiche sulla tournée in Giappone del Maggio Musicale Fiorentino, proprio nei giorni del terremoto e dell'incidente nucleare di Fukushima, non si sono placate. I sindacati hanno presentato un esposto in procura.

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Le polemiche sulla tournée in Giappone del Maggio Musicale Fiorentino, proprio nei giorni del tremendo terremoto e dell’incidente nucleare di Fukushima, non si sono placate. I sindacati Cgil, Cisl e Uil di Firenze hanno presentato un esposto in procura: ” Al rientro in Italia – scrivono – i lavoratori risultano contaminati da radiazioni”.

IODIO 131. Secondo quanto denunciano le tre sigle sindacali le analisi dimostrano che i lavoratori “hanno subito esposizione a radiazioni di Iodio 131 e Cesio 137 comportante rilevante contaminazione, largamente al di sopra delle soglie di sicurezza”. Cgil, Cisl e Uil mettono sul piatto anche i danni psicologici: “Diversi lavoratori – prosegue l’esposto – si sono inoltre sottoposti a visite medico psichiatriche e per tutti la diagnosi è di disturbo post-traumatico da stress”.

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I GIORNI DEL TERREMOTO. La vicenda risale allo scorso marzo, quando il maggio Musicale Fiorentino era impegnato in un tour in Giappone. Dopo la prima violenta scossa (l’11 marzo), seguito dall’allarme nucleare, crebbe il malumore tra i lavoratori, mentre i vertici dell’ente fiorentino decisero di proseguire il viaggio nel paese asiatico. Scoppiarono le polemiche, anche in Italia, con i parenti dei lavoratori che chiedevano il ritorno immediato dei familiari. I primi rientri sono iniziati il 16 marzo (guarda il video).

CONTRO IL SINDACO E LA SOPRINTENDENTE. I sindacati ricordano che “dal profilo di Facebook del sindaco Matteo Renzi emerge chiaramente che la macchina per il rientro inizia a mettersi in moto soltanto a partire dal 15 marzo”. “Nè può tacersi – proseguono i sindacati riferendosi ad alcune frasi che attribuiscono alla soprintendete Francesca Colombo – la vera e propria minaccia ai lavoratori di considerare la volontà di abbandonare la situazione di incertezza e di pericolo, per ritornare in Italia, quale abbandono ingiustificato del posto di lavoro”.

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