Denunce per abusi edilizi, violazioni in materia di opere strutturali e di sicurezza del lavoro, un cantiere sequestrato. È questo l’esito di un’indagine effettuata dalla polizia municipale su disposizione del pubblico ministero Giulio Monferini. Al centro dell’inchiesta, iniziata in agosto dal nucleo edilizio della polizia municipale ed ora diretta dal pm Monferini, un grande cantiere edile in via Mannelli.

Si tratta di un complesso immobiliare in corso di costruzione nella zona della stazione di Campo di Marte. Il progetto prevede la realizzazione di ventiquattro unità immobiliari, con destinazioni residenziali o direzionali, tutte dotate di box o posti auto coperti: in totale oltre quattromila metri quadri di superfici in costruzione. In concreto si tratta di un intervento di “sostituzione edilizia” (ovvero demolizione di vecchi fabbricati e costruzione di nuovi immobili) che deve rispettare limiti precisi indicati dalla normativa.

Al contrario, nel corso dei sopralluoghi effettuati nelle scorse settimane dagli agenti della polizia municipale, sono emerse difformità tra il permesso ottenuto e quanto era in costruzione. Alla soluzione progettuale originaria ne era stata preferita una diversa, per la quale era stato anche presentato un progetto e diffusa la relativa pubblicità. La variante, che non era ancora stata esaminata né tanto meno approvata, prevedeva una diversa distribuzione di piani, superfici e numero di unità immobiliari. Modifiche che hanno sollevato i dubbi degli agenti di polizia municipale. Per questo i vigili hanno avvisato immediatamente sia gli uffici della Direzione Urbanistica, che ha emesso l’ordine di sospensione dei lavori, sia la Procura della Repubblica.

L’attività del cantiere è stata quindi sottoposta a monitoraggio continuo e dai controlli è emersa chiaramente un aggravarsi della situazione, anche perché le attività nel cantiere sono proseguite anche dopo la notifica della sospensione dei lavori. Il pubblico ministero Monferini ha quindi emesso il decreto di sequestro preventivo del complesso immobiliare e questa mattina sono scattati i sigilli al cantiere, dove l’attività era ancora in corso. Proprio negli ultimi giorni la variante è stata sottoposta all’esame della commissione edilizia che non l’ha approvata.

Nel corso dei sopralluoghi sono stati effettuati controlli anche in merito alla posizione dei dipendenti senza riscontrare irregolarità mentre in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro sono emerse alcune violazioni. La polizia municipale ha infatti richiesto l’intervento del personale del dipartimento prevenzione dell’Azienda sanitaria per la verifica di alcune postazioni di lavoro. E da questi controlli sono emerse violazioni alla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

Per quanto riguarda gli aspetti edilizi ed urbanistici sono sei le persone indagate: il legale rappresentante della società proprietaria dell’immobile, il legale rappresentante della ditta che esegue i lavori, i due direttori dei lavori per le opere architettoniche ed i due direttori dei lavori per le opere strutturali. I reati ipotizzati comprendono l’abuso edilizio e violazioni in materia di opere strutturali, secondo quanto previsto dal testo unico sull’edilizia.