Il Biancone ai raggi X, dunque, in vista di un suo completo restauro. Si tratterà, in pratica, di capire il tipo di patinature che si sono formate sulla statua, e vedere se all’interno ci sono fratture o microfratture. L’operazione che attende il Nettuno si chiama “diagnostica micro distruttiva” perché vengono prelevati microcampioni di materiale da analizzare.

Il via libera alle indagini, che partono oggi stesso per durare circa un anno, è stato dato stamani con la firma – da parte dell’assessore alla cultura Eugenio Giani e del soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure Bruno Santi – del cosiddetto “verbale d’inizio lavori” con il quale l’Opificio, grazie alla convenzione stipulata con il Comune, eseguirà tutti gli interventi necessari per verificare le condizioni reali della statua dell’Ammannati preliminari a capire l’entità del restauro futuro.

Il finanziamento delle indagini c’è già. Sono i 100mila euro che furono raccolti durante la cena di gala promossa in seguito all’atto vandalico, dal Rotary Club di Firenze insieme all’associazione delle tre strade via Tornabuoni, via Strozzi, via della Vigna. “Si tratta di un tappa importante – spiega l’assessore Giani – fondamentale per capire lo stato di salute del Biancone, simbolo di Firenze e che da sempre è stato bersaglio di numerosi atti di vandalismo. Il nostro obiettivo è quello di far seguire all’indagine il restauro vero e proprio e per reperire i fondi sarà necessario ricorrere a sponsor, una volta stabilita la cifra che occorre dopo la fase attuale di indagine”.

E, secondo gli esperti, il restauro dovrebbe costare intorno a 1 milione e 200mila euro. Ma anche di più. Dipende dallo stato in cui il Biancone si trova davvero. Intanto, il Nettuno verrà scansionato tridimensionalmente, verrà verificato lo stato di conservazione della statua verificando il grado di penetrazione delle micro fessurazioni all’interno attraverso gli ultrasuoni. I litotipi della statua verranno e della fontana verranno studiati. E poi le analisi chimiche delle leghe per valutare lo stato di conservazione delle statue bronzee mediante rifrattometria a raggi x.

Durante tutte le operazioni il Biancone non verrà ingabbiato. Ci saranno piattaforme mobili con cestelli che andranno su e giù per compiere le indagini e i prelievi di materiale necessario. La statua del Nettuno, opera di Bartolomeo Ammannati, è stata scoperta il 10 dicembre 1565, mentre l’intero complesso fu terminato nel 1574. L’ultimo restauro risale al 1980.