Abbastanza ottimisti ma con qualche distinguo, affezionati alla loro città ma attratti dall’estero, determinati e ambiziosi. E’ il quadro dei giovani fiorentini emerso dalla ricerca realizzata dall’Ispo (Istituto per gli studi sulla pubblica opinione) di Renato Mannheimer, su un campione di 943 studenti delle scuole superiori della provincia di Firenze. Il sondaggio, realizzato negli ultimi giorni di settembre, è stato voluto dalla Provincia di Firenze per indagare le opinioni e gli atteggiamenti dei giovani fiorentini verso il loro futuro. “E’ la prima volta in Italia che una Provincia commissiona un’indagine per capire quale futuro immaginano i ragazzi  fiorentini di età compresa tra i 14 e i 18 anni. Le loro risposte offrono uno spaccato di aspettative e di speranze che non possono essere ignorate dalla politica e da chi è chiamato a governare il territorio”, ha commentato il presidente della Provincia Matteo Renzi.

I RISULTATI

Ma vediamo quanto emerso dall’indagine, che ha evidenziato un quadro piuttosto positivo: complessivamente il 54% è ottimista sul suo futuro (specialmente le femmine +7% e i ragazzi tra i 13 e 15 anni, +7%) ma non manca una grossa fetta di pessimisti che raggiunge il 25% del campione. Tra le cause elencate da chi vede nero, un 6% indica la precarietà, il 9% la difficoltà a trovare lavoro, mentre un altro 6% chiede un cambiamento sostanziale della politica: “se non miglioriamo… si finisce sotto un ponte”. Il pessimismo abbonda soprattutto tra chi legge tutti i giorni un quotidiano (+8%).

Accentuato anche il dato relativo all’attaccamento al territorio: il 52% vorrebbe restare a Firenze, mentre il 14% vorrebbe cambiare città, mentre il 32% addirittura sogna di abitare all’estero. E poi ancora il 71% dei ragazzi intervistati appare determinato verso il proprio futuro, il 63% è ambizioso a livello professionale, il 23%, invece, pensa che “si accontenterà di ciò che sarà”, assumendo dunque un atteggiamento fatalista nei confronti del proprio futuro.

In più, dalla ricerca del professor Mannheimer emerge che per il 44% degli intervistati la famiglia è la prima fonte di realizzazione personale (indicata soprattutto dalle femmine +7%), l’altra metà del campione si distribuisce equamente tra le restanti fonti di realizzazione personale: il 13% vorrebbe poter girare il mondo e fare esperienze sempre nuove; il 9% avere successo e prestigio e ancora 9 studenti su 100 si sentono realizzati nell’essere di aiuto agli altri. Dunque la famiglia conta più della realizzazione sul lavoro per ben l’88% degli intervistati, “è più importante una serena situazione affettiva e familiare piuttosto che un lavoro soddisfacente”.

Inoltre, la maggioranza assoluta degli intervistati (65%) ritiene che l’istruzione sia una garanzia per trovare un buon lavoro, mentre per il 33% si può raggiungere un buon posto di lavoro anche senza investire tanto negli studi. I primi tre elementi considerati determinanti per trovare una buona occupazione sono: studiare bene e fare buone scuole (51%), parlare bene l’inglese (49%), sapersi mettere in gioco (ben il 41%). Ma con il crescere dell’età diminuisce la fiducia nell’istruzione. Infine, in merito alla propensione all’imprenditorialità dei giovani fiorentini dalla ricerca emerge che – come tutti gli italiani in generale – giovani e adulti, mostrano una scarsa propensione all’imprenditorialità. Infatti, per il 70% è meglio avere un lavoro sicuro anche se meno redditizio.