domenica, 4 Dicembre 2022
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Il lavoro? Si trova grazie agli amici

Da un'indagine sulla condizione lavorativa dei giovani fiorentini risulta che il 46,3% lavora stabilmente, l'11,4% con un contratto a tempo determinato o atipico, il 7,6% ha un lavoro saltuario e il 34,7% non lavora: di questi l'86,5% sono studenti a tempo pieno. E per trovare lavoro il sistema migliore sembra essere la rete di amicizie o conoscenze.

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I giovani fiorentini e il lavoro: un’indagine traccia un quadro più chiaro della situazione. Dei 67.581 giovani residenti a Firenze il 46,3% lavora stabilmente, l’11,4% con un contratto a tempo determinato o atipico, il 7,6% ha un lavoro saltuario e il 34,7% non lavora: di questi un’elevata percentuale è rappresentata dagli studenti a tempo pieno (86,5%). Nel complesso sono quindi il 65,3% i giovani residenti che a vario titolo hanno un’occupazione. E’ quanto emerge dall’indagine (condotta dall’Ufficio Comunale di Statistica su specifico mandato del Consiglio Comunale) sulla condizione lavorativa dei giovani fiorentini presentata oggi sui temi dell’occupazione e del lavoro. L’indagine, condotta nel mese di febbraio ha coinvolto 1000 giovani residenti a Firenze di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Ai giovani è stato chiesto di rispondere ad alcune domande di un questionario mirato a comprendere il loro rapporto con il mondo del lavoro.

Ad avere un lavoro stabile sono più gli uomini che le donne (54,8% contro 45,2%). Per coloro che lavorano stabilmente, una nota particolare riguarda coloro che sono alla loro prima occupazione: nel 94,5% dei casi lavora da più di un anno. Il 74,3% di coloro che lavora stabilmente presta la propria attività lavorativa all’interno del Comune. Inoltre, chi pur avendo un lavoro stabile ne ricerca uno diverso, lo fa perché non è soddisfatto del proprio stipendio (65,4%).

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Per trovare lavoro il sistema migliore sembra essere la rete di amicizie o conoscenze: il 44,5% di coloro che lavorano stabilmente ha trovato occupazione tramite parenti o amici. Coloro che lavorano a tempo determinato o atipico sono prevalentemente donne (56,1% contro 36,9%) mentre oltre il 60% hanno più di 27 anni. Il 49,2% aveva già avuto almeno un altro contratto con l’attuale datore di lavoro. Nel 65,1% dei casi coloro che avevano già avuto contratti con l’attuale datore di lavoro, ne avevano già avuti almeno due. Tra coloro che lavorano a tempo determinato o atipico c’è un’elevata percentuale (45%) di giovani laureati insoddisfatti del rapporto tra remunerazione e attività svolta (la percentuale è inferiore nel caso di lavoratori stabili, 33,3%).

Fra coloro che lavorano saltuariamente circa i 2/3 sono studenti mentre il 13,1% dichiara di non riuscire a trovare un’occupazione che abbia maggiori caratteristiche di continuità. Una elevata percentuale di coloro che non ha un lavoro stabile frequenta corsi di formazione o studia (41,2%) oltre a lavorare. Per chi lavora stabilmente la percentuale si riduce oltre la metà (17,5%). L’indagine ha cercato anche di individuare le branche di attività in cui si collocano i giovani che lavorano. Dai risultati preliminari (sui quali saranno necessari approfondimenti) emerge che l’84,7% di coloro che lavorano nel commercio, lavora stabilmente. La media dei settori è 65,6% e nella pubblica amministrazione la percentuale scende al 61,3%. Il 20,3% di coloro che lavorano nella pubblica amministrazione ha un contratto a tempo determinato o atipico, contro una media del 15,2%. Il 41,8% di coloro che lavorano stabilmente lavora in “Altre attività professionali e imprenditoriali” dove lavora il 42,9% di coloro che lavorano a tempo determinato. Il 75,8% di coloro che lavorano saltuariamente preferisce non specificare la branca di attività in cui presta la propria opera, probabilmente per la difficoltà di collocarsi con precisione.

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Fra coloro che ricercano un’occupazione, siano essi già occupati oppure no, la maggior parte vuole intraprendere un’attività lavorativa come lavoratore dipendente (79,4%) e a tempo pieno (71,6%). Nella ricerca dell’occupazione la principale caratteristica che il lavoro deve soddisfare è lo stipendio e l’aspettativa media è di guadagnare circa 1.200 euro nella maggior parte dei casi. Tra coloro che ricercano un’occupazione, nel 27,6% dei casi viene ricercato un lavoro in “Altre attività professionali ed imprenditoriali”. Di questi, il 45,1% ricerca un lavoro autonomo. Il 26,7% come dipendente. L’indagine ha cercato anche di ricomporre il ruolo delle famiglie nel mercato del lavoro: il 5,5% dei giovani vive in famiglie con un reddito familiare inferiore a 1.000 euro. Di questi il 61,5% vive da solo. La maggior parte dei giovani vive in famiglie che possono contare su un reddito familiare compreso tra 2.000 e 4.000 euro (46,3% dei casi), prevalentemente in famiglie di 3 componenti. Solo l’11,1% dei giovani può contare su un reddito familiare superiore a 4.000 euro e in questo caso si tratta prevalentemente di famiglie di 4 componenti.

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