Il territorio di riferimento per l’indagine è proprio quello della provincia di Firenze, con l’esclusione del Circondario Empolese-Valdelsa. Lo studio analizza i punti di forza e di debolezza nei processi di natalità e nei servizi di supporto alla creazione di impresa. Obiettivo generale dello studio è stato quello di realizzare un’analisi sulla realtà economica del territorio provinciale fiorentino, approfondendo il tema della creazione di impresa in termini di inquadramento teorico del fenomeno, di ambiti possibili di sviluppo e di politiche e servizi di sostegno. La ricerca sui processi di natalità di imprese innovative aiuta a conoscere meglio un fenomeno decisivo per il futuro della società e dell’economia della Provincia di Firenze. Nei prossimi anni, infatti, riuscire a fare emergere forze imprenditoriali nuove, in gran parte giovanili, sarà decisivo per il rinnovamento di settori di grande tradizione come l’artigianato artistico, ma anche per dare continuità e sviluppo a tante attività artigianali, commerciali e di servizio.

Al centro del progetto “Innov’Azione” c’è il tema di favorire lo sviluppo di risorse umane ad alto contenuto di conoscenza, così come indicato dalle linee programmatiche della UE e come vitale per Firenze, città che si è sempre contraddistinta per essere capitale della cultura e della scienza. “Lo studio presentato – spiega l’assessore provinciale all’istruzione, Elisa Simoni – ha il merito di illustrare con chiarezza come il percorso che conduce da una idea iniziale innovativa alla sua realizzazione non sia affatto semplice: le difficoltà burocratiche, gli oneri fiscali, i problemi di mercato, le carenze di finanziamenti, l’insufficienza delle fonti di informazione sono tutti fattori che spesso rendono difficile la concretizzazione dei progetti e rischiano anche di logorare le originali motivazioni, normalmente molto forti, che avevano portato ad iniziare l’attività”. Non a caso anche in provincia di Firenze la mortalità delle imprese nei primi tre anni di vita continua ad essere elevata. “In particolare – continua l’assessore Simoni – le difficoltà dei processi di natalità rischiano seriamente di penalizzare i soggetti più deboli, come le imprese formate da persone giovani con minore esperienza da un lato e quelle formate da donne con problematiche familiari dall’altro. Proprio per accompagnare e sostenere le persone portatrici di validi progetti imprenditoriali, il progetto “Innov’Azione” ha predisposto un articolato percorso che mette a disposizione consulenze specialistiche (per indagini di mercato, realizzazione di business plan, ecc.), formazione manageriale, tutoraggi, forme di incubazione, sostegni finanziari agli investimenti e alle spese di gestione della prima fase di avvio d’impresa”.

In Europa, secondo la recente indagine del 2007 dell’Eurobarometro, il 44,6% dei cittadini preferirebbe un lavoro autonomo a un lavoro dipendente. Questa quota sale al 50,2% fra i maschi (femmine 39,4%), i giovani con 15-24 anni di età (54,9%), gli studenti (54,7%) e le persone che hanno i genitori lavoratori autonomi (50,3%). In Italia la quota di chi preferisce il lavoro dipendente è di oltre dieci punti (55,0%) superiore alla media europea. Si tratta quindi di un bacino imponente di potenziali imprenditori, che incontra però molte difficoltà a tradurre in pratica i suoi propositi per una serie di ostacoli: mancanza di finanziamenti (20,9%) o di abilità imprenditoriali (10,1%), impedimenti burocratici (9,0%), mancanza di opportunità (7,5%) oppure altri motivi. Nella provincia di Firenze il fenomeno della creazione di impresa risulta essere dinamico, grazie sia alle opportunità che il sistema economico-produttivo è in grado di generare, ma soprattutto alla volontà dei neo imprenditori di sfruttare le opportunità di mercato presenti nel territorio e le proprie doti e competenze, unitamente alla ricerca della propria indipendenza economica.

I punti di forza per una nuova impresa che localizza la propria attività nella provincia di Firenze sono da ricercare nella presenza di fornitori qualificati, nella disponibilità di servizi avanzati (informatica, marketing, ecc.), nella vicinanza con le altre aree produttive e, più in generale, nella qualità della vita sia in termini ambientali, sia residenziali, sia socio-culturali. Mentre i costi del personale, i costi delle aree per insediamenti industriali e/o commerciali e la qualità delle infrastrutture di trasporto sono ritenuti dei punti di debolezza. Negli ultimi anni, il sistema economico-produttivo della provincia di Firenze, al pari di quello italiano, è stato interessato da fenomeni di riorganizzazione delle imprese, in termini di incremento della terziarizzazione, dell’informatizzazione e dei processi di internazionalizzazione per far fronte alla globalizzazione. Questi fenomeni hanno contribuito allo sviluppo di una nuova imprenditoria che ha riguardato soprattutto il settore dei servizi e delle costruzioni, mentre il settore manifatturiero, in maniera lieve, e quello agricolo, in maniera più marcata, sono stati interessati da fenomeni costanti di ridimensionamento del numero delle imprese. Il capoluogo fiorentino dimostra di essere un terreno fertile per le nuove imprese, infatti circa il 40% di esse ha sede nella città di Firenze. Le nuove imprese si distribuiscono prevalentemente nel settore del commercio e del terziario avanzato. Nei prossimi anni, secondo gli opinion leader, lo sviluppo in termini di nuova imprenditoria sarà maggiore nei settori dell’ambiente, del turismo, del sociale e dell’arte e la cultura; mentre nei settori dell’edilizia, del commercio, della new economy e dell’industria lo sviluppo di nuove imprese non sarà molto significativo.

La dimensione aziendale delle nuove imprese, in termini di addetti, risulta essere, così come prevedibile, sostanzialmente limitata. Infatti si tratta per lo più di micro imprese, con meno di dieci addetti; considerevoli sono anche le attività imprenditoriali gestite dal solo imprenditore. Anche la dimensione economica risulta modesta in quanto quasi la metà delle nuove imprese realizza un fatturato inferiore ai 50 mila euro e solo un terzo di esse dopo tre anni di attività riesce a fatturare oltre i 100 mila euro. Dall’analisi della natura giuridica delle nuove imprese fiorentine, si rileva una forte presenza di imprese individuali. Mentre tra le forme societarie quella preferita è la società a responsabilità limitata, seguita con valori molto inferiori dalla società in nome collettivo. Le altre forme societarie e di cooperative sono rilevabili con valori marginali. Analizzando le relazioni che sussistono tra l’impresa ed il mercato, si rileva che le nuove imprese hanno un mercato di dimensione prevalentemente locale e con una clientela quasi esclusivamente composta da utilizzatori finali.

Il tasso di neo imprenditoria femminile in provincia di Firenze è da ritenersi positivo, infatti la presenza femminile nelle nuove imprese è sempre maggiore. Interessante è notare come sia poco significativa la composizione del nucleo imprenditoriale mista per genere. Nei prossimi anni i settori dei servizi alle persone, del commercio, della ristorazione e dell’artigianato artistico e tradizionale saranno quelli maggiormente interessati all’avvio delle imprese in rosa. La neo imprenditoria immigrata nella provincia di Firenze è abbastanza diffusa, infatti circa una su dieci delle nuove imprese create è gestita esclusivamente da stranieri. Scarsa è la propensione ad avviare società miste con un nucleo imprenditoriale composto sia da italiani che da stranieri. Dall’analisi dei dati è possibile identificare il profilo del neo imprenditore fiorentino: si tratta di un imprenditore di genere maschile, almeno in tre casi su quattro, che avvia una nuova impresa dopo una precedente esperienza lavorativa nello stesso settore di attività. Infatti tre imprenditori su quattro erano precedentemente occupati e due su tre lavoravano nello stesso settore di attività. La composizione dei neo imprenditori per classi di età è concentrata tra i 30 ed i 50 anni, infatti solo una nuova impresa su cinque ha un nucleo imprenditoriale composto da under 35.

L’esperienza imprenditoriale sembra soddisfare i nuovi imprenditori e buona risulta essere anche la valutazione relativa ai risultati raggiunti dalla nuova impresa. Gli elementi che hanno contribuito al successo imprenditoriale possono essere ritrovati nella specificità dei prodotti e servizi offerti dalle neo imprese, nella capacità degli imprenditori di crearsi un buon sistema di relazioni e nella capacità gestionali dell’attività. I neo imprenditori prediligono fondare una propria attività ex novo piuttosto che acquisire una impresa esistente. Gli strumenti di sostegno alla creazione di nuove imprese sono ritenuti sia dagli imprenditori che dagli osservatori privilegiati particolarmente importanti. Risulta essere sempre il fattore finanziario, inteso come reperimento di capitale, la principale difficoltà che incontra un neo imprenditore. Non da meno però risultano essere la complessità degli adempimenti burocratici e l’acquisizione di nuovi clienti.

Le risorse finanziarie utilizzate per l’avvio dell’attività sono prevalentemente quelle proprie degli imprenditori; significativo risulta essere l’utilizzo del credito bancario, mentre è poco utilizzato il canale dei finanziamenti pubblici. Nelle imprese fiorentine ancora non sono sufficientemente sviluppati i processi di innovazione e/o trasferimento tecnologico. Infatti, i processi di innovazione interessano una nuova impresa su tre. Inoltre, è molto limitata la presenza di laureati nelle compagini sociali. I settori maggiormente interessati all’innovazione tecnologica, in provincia di Firenze, sono quelli dell’ITC (Information and communication technology), del settore tessile-moda-pelletteria e del manifatturiero, soprattutto per il comparto della meccanica e della chimica-farmaceutica. La Provincia di Firenze è stata sempre caratterizzata da una eccellente presenza di imprese nel comparto dell’artigianato artistico e tradizionale, con moltissime lavorazioni fra cui la pelletteria, la gioielleria e la bigiotteria, il restauro di mobili e gli oggetti in legno, la tipografia artistica, ecc. Siamo in presenza di un patrimonio, non solo economico ma anche culturale e artistico, che va tutelato, sostenuto ed agevolato nel suo sviluppo. Gli imprenditori artigiani confermano la loro vivacità in termini di avvio e chiusura delle proprie attività. Delle nuove imprese, oltre il 40% sono artigiane e di queste circa la metà effettuano lavorazioni artistiche e tradizionali.

Il ricambio generazionale, nella provincia di Firenze, non viene ancora avvertito come un grosso problema, anche se presto lo diventerà, e può essere inscrivibile a tutti gli effetti nell’orizzonte della creazione d’impresa, quando un imprenditore viene sostituito da un nuovo soggetto imprenditoriale. Tale fenomeno riguarda circa il 30% del totale delle nuove imprese fiorentine. I comparti economici maggiormente interessati al fenomeno del ricambio generazionale sono l’artigianato artistico e tradizionale, il commercio ed il manifatturiero.