“Quello che più mi angoscia è vivere la quotidiana operativa avendo l’ufficio diviso a metà fra via Strozzi e viale Lavagnini. I servizi si devono sdoppiare con tutto ciò che ne consegue in funzionalità ed efficienza”. Questo il principale problema che angoscia il nuovo procuratore di Firenze, Giuseppe Quattrocchi. .

Originario di Messina, da quarantaquattro anni in magistratura, prima a Firenze come giudice penale e poi sostituto procuratore generale, poi a Lucca, dove dal 1993 a quest’estate è stato procuratore della Repubblica “lasciandoci un pezzo del mio cuore”.

Negli anni Ottanta Quattrocchi ha fatto parte della commissione che collaborava con il professor Leonardo Ricci per la realizzazione del nuovo palazzo di giustizia di Firenze: “Torno a misurarmi della stessa questione. Spero che i risultati siano più possibile rapidi. Il rischio potrebbe essere che il tribunale vada a Novoli e la procura no, e così continueremo a fare la spola fra via Strozzi, Viale Lavagnini e Novoli”.

A Lucca Quattrocchi si è dovuto occupare di numerose inchieste sulla pubblica amministrazione: “Nel capoluogo della regione è probabile che ci sia più spazio per eventuali problemi. Io mi auguro comunque che la procura di Firenze non debba iscrivere procedimenti per la pubblica amministrazione perché significherebbe che la pubblica amministrazione funziona e c’è una corretta gestione”.

“Le emergenze di Firenze – ha spiegato Quattrocchi – riguardano le segnalate esigenze di sicurezza che vengono dai cittadini e che la giustizia può realizzare se la risposta è rapida e tempestiva.”

“In questo territorio – prosegue il neo procuratore – non vengono segnalati gravissimi fatti di terrorismo o di mafia, ma fenomeni che con mafia e terrorismo hanno qualche somiglianza e che rendono problematica la questione della sicurezza , non solo quella percepita, ma anche quella effettiva”.