Così Borgonovo chiama la malattia che lo ha inchiodato su una sedia a rotelle e che gli ha tolto la forza anche solo di parlare, e così ringrazia gli oltre 27mila tifosi che ieri sera hanno riempito il Franchi e lo hanno accompagnato fino al 4 a 1 finale per la Fiorentina.

Applausi, uno dopo l’altro. E una commozione che a tratti leva il fiato anche alle tifoserie, quando sul maxischermo passano le parole di Borgonovo, spettatore attento e ironico della partita, che con lo sguardo incide parole sul monitor di un computer.

Mentre leve vecchie e nuove si avvicendano in campo (Costacurta, Baresi, Ronaldinho, Di Chiara, Pruzzo, ma anche Pazzini, Massaro, passando per Donadel per arrivare al grande Antognoni),  un maxischermo riflette le parole di Stefano.

“Volevo dire ai malati miei compagni di viaggio di crederci nei calciatori. Lasciate stare il calcio, non c’entra niente”. Borgonovo difende la sua passione, quella che nella stagione 88-89, Fiorentina in B2, aveva portato lui e l’amico Baggio a collezionare 29 gol in due. 

Ed è proprio Baggio l’altro protagonista della notte del Franchi. Non gioca, in campo ci torna solo per pochi minuti.  Lo fa nell’intervallo, quando il nastro del tempo si avvolge, e corre indietro al 1991. Allora Baggio, tornato a Firenze in maglia bianconera, si rifiutò di battere un rigore contro la Fiorentina. Il suo posto lo prese De Agostini e Mareggini lo parò. Ieri no. Quel rigore l’ha tirato, e la palla è scivolata in rete, sotto gli occhi della Fiesole, via dalle mani di Mareggini che ieri come allora presidiava la porta.

Per tutta la sera Baggio è rimasto accanto a Borgonovo. A bordo campo: il codino invecchiato da una parte, l’amico malato accanto, con la maglia numero 9 sdraiata sulle ginocchia e gli occhi che a tratti mostrano un sorriso. Amaro, ma pur sempre un sorriso. I “B e B” duettano attraverso quel prezioso computer che dà voce all’ironia di Borgonovo. E allora quando Nappi mette la palla in rete dopo un doppio dribbling, con gli occhi Borgonovo scrive: “Ha segnato Nappi, il calcio è finito”. Baggio ride, dagli spalti applausi su applausi. E così via fino al fischio finale.

Quando il terzo tempo gonfia gli occhi di tutti di lacrime. Baggio spinge la carrozzina di Borgonovo sotto la Fiesole. E 27 mila persone una dopo l’altra si alzano in piedi e affidano a un applauso infinito l’ammirazione per quel calciatore coraggioso che lotta contro la “stronza”, come la chiama lui.

E il valore che può avere una serata come quella di ieri, lo esprime bene la moglie di Stefano, Chantal a i microfoni di Sky: “Ero sicura che Firenze avrebbe risposto così, sono molto felice per Stefano: gli arriverà tanta energia che gli basterà per almeno due anni. Ai malati di Sla dico di non abbandonare mai la speranza: ho fiducia nella scienza, penso al futuro con positività”. 

Anche il patron Della Valle si sofferma sul gran cuore che Firenze ha dimostrato ieri con tutti quei biglietti venduti che aiuteranno la ricerca contro la Sla. Parla a Sky e a Radio Blu e dice: Qui siamo a casa dei fiorentini. Firenze non tradisce mai. Una bellissima serata per ricordare a tutti che certe cose non devono accader mai più. Mi fa piacere vedere Borgonovo così tenace. E’ bello vedere il mondo del calcio così. Da brividi l’entrata della B2, da pelle d’oca. Questa serata fiorentina ricorda che con lo sport ci si può divertire. La moglie di Borgonovo ha visto di tutto in vita sua: gli faccio i più cari auguri”. ” Borgonovo ha una grande tenacia ed una grande dignità, speriamo che queste cose non accadano più nel calcio. Grazie anche al Milan. Un carattere così sarebbe stato perfetto in questa Fiorentina. Grazie a Firenze.”