mercoledì, 14 Aprile 2021
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La centrale solare del futuro è già nata a Pratolino

Un Diamante alto 12 metri e dal diametro di 8 metri nel bel mezzo del parco mediceo di Pratolino. Sarà inaugurata domattina alle 11 la centrale energetica solare più innovativa, nata da un progetto del 2007 condotto in collaborazione tra la facoltà di Ingegneria dell'Università di Pisa ed Enel Ricerche.

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All’inaugurazione saranno presenti Annarita Bramerini, assessore alla Tutela ambientale ed energia della Regione Toscana; Andrea Barducci, presidente della Provincia di Firenze, e Matteo Renzi, sindaco di Firenze.

Frutto del migliore design italiano che coniuga armonia delle proporzioni e innovazione tecnologica, il prototipo è una struttura geodetica formato da 38 pannelli fotovoltaici a celle monocristalline, orientati a sud, e 42 facce in vetro temprato.

L’impianto può essere montato e smontato in maniera semplice e rapida grazie alla struttura fatta di aste e nodi filettati.

LA STORIA. Nel 2007 Emilio Vitale, preside della facoltà di Ingegneria, chiamò a far parte del gruppo di lavoro per il progetto il professor Pier Luigi Maffei, docente di Architettura tecnica. Il progetto è stato poi sviluppato, in sede di tesi di laurea, dall’ingegner Eleonora De Michele. In un primo tempo il progetto era denominato “La Sterpaia” e avrebbe dovuto essere realizzato nel Parco di San Rossore ma alcuni rinvii decisionali hanno indotto ENEL a prendere in considerazione un’altra localizzazione finché è stato individuato il Parco di Villa Demidoff a Pratolino, dove “Diamante” illuminerà i viali e la statua del Gigante dell’Appennino, opera del Giambologna.

FORME NATURALI. Realizzato in vetro e acciaio, “Diamante” ha dimensioni che seguono le proporzioni presenti in natura e nasce per dare energia elettrica a sistemi edilizi ubicati in contesti naturalistici e ambientali di pregio storico ed artistico, ispirandosi a categorie matematiche e geometriche desunte dall’architettura classica con i concetti di utilitas, firmitas, venustas.

COME FUNZIONA. “Il sistema – spiega Maffei – intende dimostrare la possibilità di impiegare l’energia rinnovabile del sole per la produzione dell’idrogeno. Al suo interno ci sono tre sfere in vetroresina disposte secondo la geometria aurea dove sono collocati i serbatoi degli idruri metallici che, mediante un processo di elettrolisi, consentono di ottenere energia elettrica di giorno e di notte. I pannelli fotovoltaici in silicio policristallino, adeguatamente orientati, montati su alcune delle facce triangolari, sono infatti in grado di produrre energia elettrica che per il surplus viene accumulata sotto forma di idrogeno. Il sistema integrato di produzione e stoccaggio di energia da fonte solare assicura una continuità di erogazione e garantisce l’autosufficienza energetica di un piccolo condominio”.

“Diamante” è predisposto anche per utilizzare la geotermia quale fonte energetica ecosostenibile, tramite una sonda centrale di accesso a falde sotterranee, per sfruttare il gradiente termico per la produzione di condizionamento dell’aria, in estate ed in inverno.

L’impianto si proietta nel futuro per la sua versatilità, che consentirà di sperimentare i più evoluti sistemi fotovoltaici via via che il loro sviluppo tecnologico li renderà disponibili sul mercato e potrà essere usato anche nella mobilità, come distributore di energia per veicoli elettrici.

 

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