Insieme a lui c’erano l’ architetto Giuseppe Cini del servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio, alla sovrintendente al Polo Museale Cristina Acidini, a Gregorio Salimbeni presidente della Fondazione restArte che si occupa di reperire fondi per questo restauro tecnicamente curato dalla Meridiana Restauri.

“Un’iniziativa importante – ha detto l’assessore alla cultura Eugenio Giani– che si inserisce nel lavoro fatto dal mio predecessore Giovanni Gozzini. Si tratta di un restauro importante che restituirà alla città due opere simboliche e di pregio”.

Per tutto il periodo del restauro le statue saranno ingabbiate e nel basamento dell’impalcatura ci saranno uno o più monitor dove scorreranno immagini sulla storia di Palazzo Vecchio, gli Uffizi e i loghi della Fondazione restArte nata dal progetto Firenze Fashion che si occupò di reperire i fondi per il restauro di Palazzo Pitti.

Gli interventi sulle statue consistono in ripulitura, spolveratura, asportazione dei residui, trattamenti con ammonio quaternario. Tenendo presente le differenze anche notevoli fra le due opere collocate in due periodi diversi e lontani davanti al Palazzo: l‘Ercole e Caco nel 1534 e la copia del David nel 1910.

Per quanto riguarda l’Ercole e Caco che fu scolpito da Baccio Bandinelli su commissione di clemente VII e Alessandro dei Medici, l’interevento consisterà, oltre che nella ripulitura nel consolidamento della materia degradata con un prodotto acrilsiliconico applicato a tampone con compresse di ovatta. Verranno stuccate le parti aperte e verrà eseguito un modello al vero della cava brandita da Ercole.

Per la copia del David realizzata da Luigi Arighetti dopo che l’originale scolpita da Michelangelo nel 1504 fu trasferito all’Accademia, si tratterà sempre di un lavorio di ripulitura, di asportazione dei residui di cera relativi a trattamenti precedenti, di esecuzione di impacchi di resina a scambio anionico e successivo risciacquo con acqua demineralizzata.

I Termini sono due figure una maschile e una femminile, i cosiddetti ‘portieri’ di palazzo vecchio probabilmente risalenti al XVI secolo e che anch’esse saranno restaurate mediante iniezioni di resina, stuccature con impasti, polvere di marmo e pigmenti naturali.