Ha parlato di scienza, di ricerca, e persino di sport. E ai suoi ascoltatori ha rivolto parole accorate:

“Occorre iniziare a riflettere che la scienza è in ciò che ci circonda, solo così si sviluppa la curiosità e la conoscenza. Le materie scientifiche – ha detto la Hack – nelle nostre scuole sono troppo poco insegnate. Ci vorrebbero più laboratori, più strumenti a disposizione dei ragazzi, per appassionarli e coinvolgerli”.

L’incontro è stato occasione di confronto tra la scienziata e gli studenti delle scuole superiori fiorentine: “La ricerca si fa per puro desiderio di conoscenza, senza arrendersi davanti ai fallimenti. Piuttosto, sostenendo la valenza pedagogica dell’errore per andare avanti. Ma c’è un impedimento – ha aggiunto l’astrofisica – ed arriva dai governi che continuano a riempirsi la bocca con la parola ‘innovazione’ e poi tagliano i fondi alla stessa ricerca. Siamo al disastro”.

Margherita Hack ha anche ribadito l’importanza dello sport per affrontare la vita in modo equilibrato: “Io ho 86 anni e fino a cinque anni fa andavo a correre. Anche il mio lavoro lo vivo sportivamente, tentando (senza doping) di battere i record. Ho affrontato la ricerca come una gara. E intendo vincerla”.