martedì, 27 Ottobre 2020
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Le notti ad alto volume di via Palazzuolo

Con la bella stagione torna il problema degli schiamazzi fino all'alba. I controlli sono aumentati, ma per i residenti la questione non è ancora risolta. Il proprietario di un locale: ''Abbiamo portato luce e vita dove molti avevano paura a passare''.

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“Sono proprietaria di una casa in via Palazzuolo. Adesso vorrei ristrutturarla per venirci ad abitare, ma tutti mi sconsigliano questa scelta e mi dicono che farei meglio a svendere e cambiare zona. È davvero così terribile? È una situazione in peggioramento continuo come tutti dicono o è una zona dove ancora si può vivere tranquillamente? Grazie. Caterina”.

Queste righe sono state scritte a un residente della zona. Parole eloquenti, che descrivono bene la situazione che è venuta creandosi negli ultimi anni nella strada situata appena dietro la stazione, e che il Comitato del rione, creato nel 2007 proprio per cercare soluzioni a diversi problemi di degrado, cerca di combattere. La risposta ai quesiti di Caterina non è così semplice. L’origine delle problematiche che creano disagio in questa antica arteria fiorentina pare sia dovuta al ruolo “subordinato” che la strada ha assunto negli ultimi anni, ovvero da quando è stato chiuso l’ufficio postale di via Finiguerra e altre attività commerciali, “desertificando” la zona e depauperandola di quel tessuto sociale che l’ha trasformata, in breve, in una “terra di mezzo” dove hanno cominciato a proliferare bottiglierie e non solo. Questi locali, in cui per lo più lavorano stranieri, somministrano – denunciano molti residenti – bevande alcoliche sino a notte fonda in bottiglie di vetro, contravvenendo all’ordinanza comunale secondo cui, dopo le 22, non è più possibile vendere bevande alcoliche da asporto. E questo comporta anche altre conseguenze: via Palazzuolo, soprattutto d’estate, diventa l’attrazione di vari gruppi di persone che, nell’arco di una serata, possono diventare chiassose o addirittura moleste, disturbando gli abitanti della zona con schiamazzi notturni, e dando luogo qualche volta a episodi di violenza. L’esperienza degli anni precedenti ha portato una maggiore attenzione da parte delle forze dell’ordine, che si sono impegnate in frequenti attività di controllo, apportando un miglioramento alle condizioni di vivibilità lungo la strada.

Ma i residenti lamentano il fatto che, oltre ai rumori molesti, il problema è il degrado “del giorno dopo”, cioè i resti di bottiglie e bicchieri lasciati sui marciapiedi, spesso utilizzati anche come toilette. Tra i “portatori” di queste problematiche sono stati spesso indicati i locali che sorgono lungo la strada. “Da più di tre anni ho qui la mia attività – spiega il proprietario di uno di questi locali – e ho sempre cercato collaborazione con i residenti. Il locale qui ha portato un po’ di luce e un po’ di vita, in una zona in cui, sino a prima del nostro arrivo, le persone avevano paura a passare durante la notte”. Poi prosegue: “Il problema non è la birreria, bensì i garage trasformati in case dove, in pessime condizioni, vivono 5, 6 o più persone”. Anche il buttafuori dell’esercizio ha qualcosa da dire: “Il locale, oltre a rispettare tutte le regole previste, si preoccupa di ripulire anche le zone adiacenti, compresa la sporcizia che non è stata prodotta da noi. Per i clienti – aggiunge – io sono il ‘buttassshh’ anziché il buttafuori, perché sollecito le persone a parlare a bassa voce, ma non posso dire loro di stare zitti. I ragazzi alla sera escono anche per scambiare due parole. Non è facile lavorare così”. Questo, in sintesi, è il punto di vista dei gestori di uno dei locali della strada, che pare però non avere molti punti in comune con quella che è l’opinione dei residenti. A questo punto, che risposta dare a Caterina? Il suggerimento è quello di fare un sopralluogo e constatare la situazione di persona.

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