venerdì, 7 Maggio 2021
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L’Unifi sbarca nello spazio

Piante mutanti e diamanti sintetici per studiare gli effetti da radiazioni cosmiche e assenza di gravità sui vegetali, in vista di “coltivazioni ad altissima quota”. Due esperimenti nati all'Università di Firenze sbarcano sulla Stazione Spaziale Internazionale il prossimo 19 aprile.

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Piante mutanti e diamanti sintetici per studiare gli effetti da radiazioni cosmiche e assenza di gravità sui vegetali, in vista di “coltivazioni ad altissima quota”. Due esperimenti nati all’Università di Firenze sbarcano sulla Stazione Spaziale Internazionale il prossimo 19 aprile.

MISSIONE. La missione prenderà il via ad aprile, quando la Stazione, dove sta già operando l’astronauta italiano Paolo Nespoli, sarà raggiunta dallo Space Shuttle nel cui equipaggio sarà presente l’italiano Roberto Vittori.

DIAMANTI SINTETICI. Uno dei sette esperimenti della missione riguarda lo studio e la misurazione di effetti e danni da radiazione cosmica sul Dna. Allo scopo saranno utilizzati innovati dispositivi basati su diamante sintetico, che permette di mantenere le proprietà organiche. Uno studio fondamentale per le prossime missioni nello spazio. La ricerca, elaborata da un team molto giovane, è frutto di una collaborazione tra i dipartimenti di Fisica e Astronomia, Energetica, e Fisiopatologia Clinica, insieme alla Diamond Materials di Friburgo e alla Kayser Italia, azienda aerospaziale livornese.

PIANTE MUTANTI. Piantine normali e mutanti, invece, per studiare gli effetti dell’assenza di gravità sui vegetali, con il preciso scopo di verificare la possibilità di avviare coltivazioni nelle missioni spaziali a lungo termine, ipotizzate da anni da Nasa ed Esa. Lo studio, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana, è coordinato da Stefano Mancuso, docente di fisiologia delle specie legnose e direttore del LINV (Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale), e da Sergio Mugnai, ricercatore presso il DIPSA.

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