domenica, 24 Ottobre 2021
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Lusi: ”Ho dato soldi anche a Renzi”. Il sindaco replica: ”Mai preso una lira”

Lusi, durante l'audizione alla Giunta delle immunità di Palazzo Madama, dice di aver dato a Renzi 70mila euro. Il sindaco: ''Torno a chiedere ciò che dico dall'inizio di questa vicenda. Lusi e la Margherita pubblichino sul sito tutte le fatture e tutto ciò che è stato finanziato''.

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Lusi torna a parlare. L’ha fatto ieri, nella sua audizione alla Giunta delle immunità di Palazzo Madama.

LUSI. Secondo quanto si apprende, il senatore della Margherita avrebbe rivelato che Renzi aveva chiesto dei soldi, 120mila suddivisi in tre fatture, poi Rutelli avrebbe chiesto a Lusi di non pagargli la terza e così quest’ultimo avrebbe dato a Renzi solo 70mila euro. Queste alcune delle rivelazioni che Lusi avrebbe fatto. Nella Margherita, avrebbe detto ancora Lusi, lui faceva semplicemente quello che gli veniva detto.

RENZI. E non si è fatta attendere la replica di Renzi. “Leggo sui siti solo adesso che Lusi due la vendetta – ha scritto su Facebook il sindaco di Firenze – torna alla carica e riprova a coinvolgermi nella vicenda dello scandalo ex Margherita. Dice di avermi dato dei soldi. Due mesi fa erano 140mila euro. Oggi siamo scesi a 70mila. Sarà la crisi… Torno a chiedere ciò che dico dall’inizio di questa vicenda. Lusi e la Margherita pubblichino sul sito tutte le fatture e tutto ciò che è stato finanziato. Tutto. A quel punto non c’è trucco, non c’è inganno. E vediamo chi dice bugie. Quanto a me, non solo confermo che non ho mai preso una lira, come è facilmente riscontrabile dai bonifici, dagli assegni e dai documenti. Ma continuo a dire come faccio dalla Leopolda 2010 che il finanziamento ai partiti va abolito, subito. Se qualcuno pensa di usare di mezzucci per mandare messaggi in codice, sappia che mi hanno insegnato che si deve aver paura di tante cose, ma mai dei ladri. E che il posto dei ladri non è (o non dovrebbe essere) il Parlamento…”: queste le parole pubblicate da renzi sulla sua pagina Facebook.

TRE PUNTI. Ma non solo: il sindaco ha poi replicato più dettagliatamente alle ultime parole di Lusi. “Rispondere alle accuse di Lusi – ha spiegato Renzi – non è difficile. È umiliante, casomai. Perché il giochino è chiaro: si vuol far credere che siamo tutti uguali. E che anche quelli che chiedono di abolire il finanziamento pubblico ai partiti sono come gli altri. Anzi, peggio degli altri. Vogliono farci passare da ladri, e per di più da ladri di polli. Era già accaduto un paio di mesi fa, prima con un pezzo di Franco Bechis su Libero e poi con un’intervista al tesoriere della Margherita da Michele Santoro. Oggi si torna alla carica, con la notizia che ‘Lusi ha dato 70mila euro a Renzi’. A dire il vero erano 140mila euro tre mesi fa e oggi sono diventati la metà: neanche i titoli di stato greci hanno perso così tanto. Ma ovviamente non è questo il punto. Tre considerazioni molto semplici.

1 – I miei soldi. Credo alla trasparenza assoluta, come dovere di un pubblico amministratore. Possiedo insieme a mia moglie una casa acquistata con un mutuo acceso presso la Cassa di Risparmio di Firenze, muto che termineremo di pagare nel 2034. Mia moglie ha una Volkswagen Sharan, io mi muovo in bici o con l’auto elettrica del Comune. Non ho titoli azionari, non ho seconde o terze case, non ho patrimonio da dichiarare. In banca in questo momento ho 23.147 euro, comprensivi dell’anticipo del mio libro. Non tutti sono uguali: c’è chi usa i soldi del partito per comprarsi la casa, c’è chi ha la paghetta, c’è chi compra la laurea. Io faccio come tutti gli italiani: se ho da comprarmi la casa, faccio il mutuo. Se ho da laurearmi, vado all’università. Vivo (bene) con il mio stipendio di circa cinquantamila euro netti all’anno e con lo stipendio di mia moglie, insegnante precaria della scuola pubblica.

2 – Le mie iniziative politiche. Per le campagne elettorali (primarie e amministrative) e per gli eventi (a partire dalle due Leopolde) non ho ricevuto un centesimo né dal PD, né dalla Margherita, né dai DS. Vorrei essere chiaro, come ho già detto tante volte: se me li avessero dati li avrei presi volentieri. Perché i soldi del finanziamento pubblico servono (o dovrebbero servire) alle campagne elettorali, non alle case dei tesorieri. Ma non me li hanno dati. Anzi. I soldi li ho dati io – come tutti gli amministratori – alla Margherita, finché ero iscritto a quel partito (circa 5.000 euro di contributo) e al PD, subito dopo (circa 6.000 euro di contributo). Visto come li spendono penso di aver fatto male a contribuire, ma era un obbligo statutario e le regole si rispettano, sempre, anche quando non siamo d’accordo. Siccome su questo punto qualcuno mente, faccio una proposta: tutti i tesorieri (Margherita, DS, IDV, An, Forza Italia, Lega, Rifondazione, eccetera) eliminino ogni dubbio. Mettano on-line tutti i soldi che hanno dato e a chi, con fatture, bonifici e assegni. Così vediamo chi spara balle.

3 – Le mie idee. Io propongo da mesi l’abolizione totale del finanziamento pubblico ai partiti. Lo dicevo alla Leopolda, l’ho scritto in Stilnovo, lo ripeto oggi. Abolire tutto, abolire subito. Porteremo anche questo tema nella campagna elettorale delle primarie – se ci saranno, come spero – perché sul punto specifico sono certo che gli elettori del PD siano molto più avanti dei loro rappresentanti.

Il Senatore Lusi avrebbe il dovere di dimettersi immediatamente visto che è reo confesso di furto. Se un cittadino ruba un portafoglio va dentro, se un parlamentare ruba milioni di euro si fa scudo dell’immunità. Questo atteggiamento è insopportabile. Ma io non avevo paura dei ladri neanche da bambino. Non inizierò certo adesso. Possono usare tutti i messaggi in codice che vogliono. Io vado avanti a viso aperto, sapendo che le insinuazioni passano, la realtà dei fatti resta”.

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