Gentile ha ricordato le difficoltà di una crisi internazionale che ha origini finanziarie e che è difficile da
governare. “I segnali che stiamo registrando – ha detto – vanno nella direzione di una fase deflazionistica i cui effetti non conosciamo perché fino a oggi ci sono stati pochi esempi del genere. Come si governa una crisi in cui i prodotti costano meno?”. Sul fronte fiorentino, è stato spiegato, gli unici comparti
che hanno segnato andamenti positivi nel periodo di riferimento sono la meccanica (+1,6%), la chimica-farmaceutica (+4,8%) e in parte il settore pelle, mentre forti criticità interessano il turismo, il tessile, l’edilizia e il generale il sistema moda. Gentile ha sottolineato l’impegno dell’associazione sul
fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro e su quello del credito per cui è stato istituito un apposito osservatorio con le banche. “Le aziende hanno bisogno di credito e liquidità – ha detto – e tre aziende su quattro lamentano una stretta sul fronte del credito e allo stesso tempo un aumento dei tassi”.

Altro aspetto al centro dell’attenzione degli industriali è l’occupazione. Secondo il presidente fiorentino: “Occorre fare squadra anche con i sindacati perché siamo convinti che il capitale umano è il primo fattore di competitività e l’occupazione è per noi un aspetto centrale”.

Tracciando il bilancio degli interventi e delle necessità per lo sviluppo della città Gentile ha ricordato il ruolo dell’aeroporto, per cui l’associazione presenterà a breve alcuni progetti di adeguamento tra cui uno per la realizzazione di nuova aerostazione. Altri aspetti importanti ricordati, la legge speciale
per Firenze, il nuovo auditorium della musica e un forum internazionale dei beni culturali che il Presidente degli industriali vorrebbe organizzare a Firenze.