mercoledì, 22 Settembre 2021
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Maltempo, 40 milioni di danni in provincia di Lucca

Centootto frane su strade comunali, 24 su quelle provinciali, 13 frazioni isolate, 53 famiglie evacuate. Si cominciano a contare i danni in provincia di Lucca, dopo le esondazioni dei giorni scorsi. E il conto è già a quota 40 milioni di euro.

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A tracciare un primo bilancio è stato Stefano Baccelli, presidente della Provincia di Lucca, che questa mattina ha fatto il punto in una riunione a cui hanno partecipato anche il capo della Protezione civile Guido Bertolaso e i sindaci della zona.

”Per rimarginare queste ferite – ha ricordato lo stesso Baccelli al capo della Protezione civile – occorrono almeno 40 milioni di euro, da destinare alla ricostruzione degli argini, alla bonifica delle frane, al ripristino della viabilità e alla sistemazione complessiva della rete idraulica. Ma servono anche ulteriori fondi per attivare forme di indennizzo per le famiglie, imprese e attività professionali”.

3MILA ETTARI DI CAMPI SOMMERSI. Nel frattempo anche la Coldiretti comincia a contare i danni delle forti piogge. Almeno tremila ettari di campi coltivati soprattutto a cereali ed in particolare a grano duro sono stati sommersi dall’acqua nelle campagne toscane delle province di Pisa e Lucca per effetto dello straripamento del fiume Serchio.

La situazione – sottolinea la Coldiretti – è stata aggravata dall’indebolimento degli argini dei fiumi dovuto alla proliferazione di animali selvatici come le nutrie che scavano nei terreno riducendone la resistenza all’acqua.

All’elevato rischio idrogeologico non è certamente estraneo il fatto che in dieci anni la superficie agricola utilizzata in Toscana è diminuita – denuncia la Coldiretti – del 17 per cento: un’area grande come l’intera provincia di Livorno è stata sottratta alla coltivazione.

Il progressivo abbandono del territorio e il rapido processo di urbanizzazione e cementificazione spesso incontrollato non è stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque ed è necessario intervenire, anche valorizzando l’opera dei Consorzi di bonifica, per invertire una tendenza che – sottolinea la Coldiretti – mette a rischio la sicurezza idrogeologica.

A RISCHIO 7 COMUNI SU 10. Sette comuni su dieci sono considerati in Italia – conclude la Coldiretti – a forte propensione di frane e alluvioni ed in particolare ci sono 5.581 comuni, il 70 per cento del totale, a rischio idrogeologico dei quali 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamità.

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