lunedì, 22 Aprile 2024
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Migone chiude e si trasferisce (sempre nel centro di Firenze)

Cambio di location per uno dei negozi storici di Firenze. Al posto delle dolcezze di Migone arriva una nota catena di intimo. E c'è chi porta il caso in Consiglio comunale

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La storica attività di confetti e gelatine Migone chiude il negozio in via dei Calzaiuoli per trasferirsi sempre nel centro di Firenze, a circa 100 metri di distanza. Al suo posto, lungo una delle principali strade dello shopping cittadino, arriva una boutique di una nota catena di intimo e in Consiglio comunale scoppia la polemica.

Migone chiude il negozio in via Calzaiuoli, ma resta nel cuore di Firenze

Dopo aver passato 105 anni nel fondo a pochi passi dal Duomo, nel mese di febbraio la storica confetteria di via dei Calzaiuoli ha tirato giù il bandone per preparare il trasferimento. Nessuna chiusura, quindi: Migone si sposta dietro l’angolo, in via Santa Elisabetta. “Anche se il nostro nuovo negozio è più piccolo, continueremo ad offrire la stessa gamma di prodotti alimentari e non alimentari di alta qualità che avete sempre trovato da noi”, hanno spiegato ai clienti sui social i proprietari.

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Migone, a Firenze, è un negozio che ha fatto storia tra confetti, gelatine, dolci di marzapane, cioccolatini, biscotti tradizionali e altre golosità, anche grazie alle confezioni – diventate un simbolo – che riproducono i più famosi monumenti di Firenze, come la cattedrale di Santa Maria del Fiore o il campanile di Giotto.  Quella in via Santa Elisabetta sarà la terza sede dell’attività: ufficialmente è nata nel 1916 in via del Proconsolo da un’idea di Fiammetta Lucii e del marito Ferdinando Migone, poi nel 1919 aprì il secondo negozio in via dei Calzaiuoli che con il passare del tempo rimase l’unico. Oggi l’attività è gestita dalla quarta generazione di questa “famiglie delle dolcezze”.

Le polemiche in Consiglio comunale

Il trasferimento di Migone è stato al centro anche di un piccolo caso durante l’ultimo Consiglio comunale, sollevato dai consiglieri di Firenze Democratica Stefano di Puccio, Leonardo Calistri e Massimiliano Piccioli secondo cui non è stato rispettato il Regolamento per la tutela delle attività storiche. Nel documento, dicono i consiglieri, “si prevede, in particolare, che per ogni mutamento dell’attività sia previsto un coinvolgimento del consiglio comunale e della commissione sulle attività storiche preposta”. Su questo si attende una risposta della giunta.

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