“Una mozione che deve essere un segnale per il momento che la società vive nei confronti della politica e delle amministrazioni, sia locali, che a livello regionale e governative ed a livello statale. Abbiamo, ormai – ha spiegato Bevilacqua – un sistema pensionistico contributivo per tutti i nuovi dipendenti, se non misto fra contributivo e salariale e, invece, esclusivamente basato sull’indennità da parte dei parlamentari. Questo è un sistema che non è più accettabile per gli italiani. Ritengo che gli stessi parlamentari condivideranno questo criterio. Questa mozione, che ha raccolto i tre quarti delle firme dei Consiglieri di questa assemblea, può essere d’aiuto ai nostri parlamentari per incamminarsi verso un percorso che non faccia più parlare di Casta e di Papponi di Stato e perché noi crediamo nelle istituzioni e crediamo che un comportamento corretto, lineare e in armonia con le attività dei cittadini, possa dare maggiore vigore alla politica e alle istituzioni”.

Per Sandro Targetti (PRC): “E’ giusto che i parlamentari, come anche i Consiglieri regionali o altre cariche politico–istituzionali abbiano un trattamento simile o uguale, in un rapporto logico e comprensibile alla grande massa dei cittadini. Ritengo, inoltre, che le cariche politico–istituzionali, da quelle elettive a quelle esecutive, debbano essere ben pagate e avere quei servizi adeguati che consentono a quei cittadini che svolgono questa carica di poterla svolgere in modo adeguato”.

Federico Tondi (UDC) ha precisato che: “Lo spirito che ci anima a votare per questa mozione non è uno spirito contro i partiti e contro il sistema politico tout-court, ma quello di apportare una miglioria ad un sistema che può essere considerato parzialmente distorto rispetto alla realtà. Bene questa mozione, però cerchiamo di non fare harakiri nel senso che la politica non è tutto male, i partiti non sono comitati d’affari: sono momenti importanti di partecipazione alla democrazia repubblicana”.