martedì, 3 Agosto 2021
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Occhi lucidi e sguardo nel vuoto, i ragazzi del Treno della Memoria

Cinquecento gli studenti delle scuole superiori che hanno partecipato alla decima edizione dell’iniziativa organizzata dalla Regione Toscana e dal Museo della Deportazione. Per loro sono stati giorni molto intensi, per i luoghi che sono stati visitati, per le immagini che sono state mostrate e per le testimonianze dirette che sono state raccontate

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Occhi lucidi e sguardo perso nel vuoto, così hanno reagito i 500 ragazzi delle scuole superiori che hanno partecipato alla decima edizione del Treno della Memoria organizzato dalla Regione Toscana e dal Museo della Deportazione di fronte al cancello d'ingresso del campo di Auschwitz.

Visite e testimonianze

Sono partiti lo scorso 23 gennaio insieme ai loro insegnanti, a 60 studenti delle Università toscane, a rappresentanti politici e rappresentanti delle diverse comunità ed associazioni: Comunità ebraica di Firenze e Pisa, Associazione Azione Gay e Lesbica, Comunità rom e sinti di Firenze e di Prato, Aned – Associazione Nazionale Ex Deportati ai campi di sterminio nazisti, Anei – Associazione Nazionale Internati Militari e Anpi – Associazione Nazionale Partigiani d'Italia.

Sono stati giorni molto intensi, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista mentale, per i luoghi che sono stati visitati, per le immagini che sono state mostrate e per le testimonianze dirette che sono state raccontate. I partecipanti hanno avuto l'opportunità di incontrare i testimoni Marcello Martini, Vera Salomon, Gilberto Salmoni e le sorelle Bucci, che con le loro commoventi storie hanno saputo parlare al cuore dei ragazzi trasmettendo quei valori e quegli ideali di cui sono portatori.

Attraverso i commenti e le domande dei ragazzi, si è percepita spesso la necessità di voler spostare l'attenzione ai giorni nostri.

Il ritorno in Italia

Il treno farà ritorno oggi in Italia, in occasione della Giornata della Memoria, carico di emozioni e nuove consapevolezze nell'affrontare la vita da un punto di vista diverso da parte dei ragazzi, avendo intrapreso questo percorso non solo per ricordare, ma soprattutto per imparare: perché quel che si ricorda prima o poi si può dimenticare, quel che si impara rimarrà per sempre.

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