lunedì, 28 Settembre 2020
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Palagiustizia, c’è l’accordo con il Governo

Positivo incontro a Roma fra il sindaco Leonardo Domenici e il ministro della Giustizia Angelo Alfano sul futuro del nuovo palazzo di Giustizia di Firenze. Il ministro ha assunto l'impegno di reperire in tempi brevi le risorse necessarie a permettere il trasferimento degli uffici giudiziari nella nuova struttura a Novoli.

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In particolare, provvederà al reperimento dei fondi necessari per gli arredi e il sistema di sicurezza del primo lotto del grande edificio, progettato da Leonardo Ricci ed ormai terminato. Prosegue così il lavoro già avviato dopo i contatti con il sottosegretario Caliendo, che aveva portato proprio in questi giorni ai primi sopralluoghi congiunti fra i tecnici del ministero e quelli del Comune.

“E’ stato un incontro molto cordiale e costruttivo – commenta Domenici – Ringrazio il ministro per l’impegno assunto, che finalmente potrà permettere il funzionamento di una struttura di grande importanza per la città. Da parte nostra, dopo che i lavori del primo lotto sono stati conclusi nel febbraio scorso, l’impegno è quello di terminare le operazioni di collaudo entro il 2008 e di consegnare il secondo lotto entro il 2009“.

Commenti positivi per la buona riuscita dell’incontro arrivano anche da Gabriele Toccafondi, consigliere comunale di Forza Italia e parlamentare del Pdl.

“A Firenze è possibile ottenere dei risultati se tutta la città lavora insieme. Le notizie in merito al nuovo Palazzo di giustizia, e alla concreta possibilità di una imminente apertura, ci dicono che questa è la strada giusta per il futuro di Firenze”.

“Quello stabile, nuovo e in parte già terminato, rischiava di rimanere vuoto per mancanza di fondi che non ne consentivano l’apertura. Il lavoro comune di consiglio, sindaco, giunta e parlamentari fiorentini insieme al ministro, sottosegretario e a vari dirigenti, è il segno tangibile che è possibile lavorare per Firenze e ottenere risultati” ha proseguito Toccafondi.

“Le diverse opinioni politiche e le scelte di partito, restano; così come sono chiare le diverse opinioni su opere infrastrutturali e scelte di sviluppo. Ma su alcune questioni che ci vedono concordi occorre un dialogo prima e un lavoro seguente, perchè di questo Firenze ha bisogno”.  Conclude l’esponente del Pdl: “Il lavoro svolto, fino ad ora, sul nuovo Palazzo di giustizia è l’esempio che è possibile riuscire ad ottenere il risultato solo se tutti remano dalla stessa parte“.

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