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Pedopornografia: arresti e perquisizioni

L'operazione della polizia postale di Firenze, condotta in diverse regioni italiane, ha portato a tre arresti e 65 perquisizioni, oltre cheal sequestro di 36 personal computer, 56 notebook, 114 hard disk e oltre 7.000 tra cd e dvd.

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Operazione contro la pedopornografia: il bilancio è di tre arresti e 65 perquisizioni. L’operazione è stata condotta dalla Polposta di Firenze in diverse regioni italiane.

Le ipotesi di reato contestate sono quelle di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Nel corso dell’indagine, coordinata dal Pm di Firenze, gli uomini dei compartimenti della polizia postale hanno proceduto al sequestro di numerosi supporti informatici, tra cui 36 personal computer, 56 notebook, 114 hard disk e oltre 7.000 tra cd e dvd.

DI GIORGI. “Gli arresti di queste ore sono il risultato dell’alta professionalità degli uomini e dei vertici della polizia fiorentina. La mia soddisfazione è comune a tanti cittadini che vedono, anche in questa operazione, l’impegno e la capacità delle forze dell’ ordine nella lotta contro questi reati gravissimi”. Sono le parole dell’assessore alla pubblica istruzione e alla legalità Rosa Maria Di Giorgi a proposito dell’operazione della polizia postale denominata ‘Thyphoon’ che ha portato in carcere tre persone con l’accusa di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico.

“Tanto per ricordare quanto il fenomeno è preoccupante – ha aggiunto l’assessore Di Giorgi – dal rapporto diramato lo scorso novembre dall’ ‘Osservatorio internazionale di Telefono Arcobaleno’ emerge che nell’ottobre scorso la pedofilia on line ha raggiunto il suo massimo storico di diffusione, con preoccupante crescita nell’ambito dei social network. Sempre secondo questa ricerca sono in progressivo aumento anche i clienti della pedofilia on line, per lo più europei, con gli italiani al quinto posto mondiale di un mercato criminale che peraltro si intreccia con frequenza con i circuiti del turismo sessuale e con enormi interessi finanziari che hanno attratto da tempo l’attenzione del crimine organizzato”.

“Il dato sul quale dovrebbe essere riservata la massima attenzione – ha proseguito Rosa Maria Di Giorgi – è la rapida espansione della pedofilia nei social network, che sono le aree della rete meno presidiate e più difficili da controllare. Contiamo molto sulla grande professionalità dei magistrati e forze dell’ordine ma come amministratori non possiamo aspettare che le denunce di abuso e di violenza giungano alle procure per intervenire. E’ per questo motivo, ad esempio, che abbiamo aderito al progetto della questura di Firenze “Web in cattedra”, in collaborazione con Microsoft, il Rotary Club fiorentino e l’Osservatorio Analisi Abusi Psicologici, grazie al quale il personale della polizia postale offrirà agli insegnanti una serie di nozioni per la prevenzione dei rischi connessi alla rete internet. I cento docenti che, in queste settimane, prendono parte al ciclo formativo assumeranno la veste di tutor per i colleghi dei rispettivi istituti scolastici, per poi attuare le politiche di prevenzione dedicate agli studenti. In particolare, i docenti sono istruiti sui rischi connessi ai fenomeni dell’adescamento on line cui i minori e i giovani sono esposti nell’ambito della navigazione in internet. Analoga attenzione viene dedicata al fenomeno, appunto, della pedopornografia on line”.

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