Plastica monouso vietata Europa

Addio a piattini, bicchieri e posate in plastica, via libera invece a quelli “eco”. La Regione Toscana e il Comune di Firenze, con due distinti provvedimenti, anticipano l’entrata in vigore della direttiva europea che dal 2021 vieterà la vendita della plastica monouso.

Già dall’estate 2019 le spiagge toscane, dal confine della Liguria giù fino alla Maremma grossetana, saranno plastic free. Da settembre poi, in tutti gli eventi fiorentini dove saranno venduti cibi o bevande, come concerti, spettacoli, sagre, verranno messi al bando contenitori, stoviglie, bottiglie e sacchetti in plastica, sostituti da quelli bio e compostabili.

Plastica in spiaggia, le regole in Toscana

Grazie all’intesa “Spiagge sostenibili” che sarà firmata da Regione, Comuni ed esercenti, dalla prossima estate i 900 stabilimenti balneari toscani non impiegheranno più stoviglie in plastica usa e getta, comprese le cannucce. Al loro posto, una volta smaltite le scorte dei “vecchi” prodotti, via libera ai materiali biodegradabili o compostabili. Chi non rispetterà le regole rischierà una multa da parte della polizia municipale. In arrivo inoltre contenitori per la raccolta differenziata sulle spiagge libere.

La Toscana sta lavorando anche per togliere la plastica monouso dalle mense delle strutture della Regione, dagli uffici e dagli enti del servizio sanitario regionale, oltre che dalle sedi di chi beneficia di finanziamenti regionali, come il mondo della scuola. Allo studio infine campagne di comunicazione per chi frequenta i litorali, contro l’abbandono di rifiuti e di mozziconi di sigaretta in spiaggia.

A Firenze, plastica monouso vietata durante sagre ed eventi

Anche il Comune di Firenze fa un passo in più per “liberarsi” dalla plastica. La giunta di Palazzo Vecchio ha dato il suo ok alla delibera presentata dall’assessore allo Sviluppo economico Cecilia De Re, che prevede da settembre il divieto dell’utilizzo di contenitori, stoviglie, bottiglie e sacchetti in plastica durante gli eventi in cui sia prevista la vendita  e la somministrazione di cibo e bevande. Dovranno essere usati quindi materiali biodegradabili e compostabili, mentre per diminuire l’impiego di bottiglie di plastica il Comune promuoverà l’installazione di distributori di acqua.

Via piatti, bicchieri e posate in plastica monouso dai supermercati

Nelle settimane scorse una delle più grandi catene di supermercati toscana, Unicoop Firenze, ha annunciato che dal primo giugno 2019 sui suoi scaffali i clienti non troveranno più stoviglie in plastica monouso, ma solo le alternative biodegradabili o compostabili che in media costano il 30% in più, ma che sono più rispettose dell’ecosistema e hanno un costo ambientale minore.

Secondo i conti della cooperativa di consumo, con la campagna “L’ambiente non è usa e getta”, nei sui cento punti vendita non saranno messi sul mercato 220 milioni di l’anno tra piatti, bicchieri e posate monouso, con una riduzione di 1500 tonnellate di plastica.

Arcipelago pulito plastica mare inquinamentoCos’è la plastica monouso e perché sarà vietata in Italia e in Europa

L’Unione europea ha approvato una delibera che promette di rivoluzionare il mondo dell’usa e getta. Le nuove norme mettono al bando dal 2021 in tutti gli Stati membri molti oggetti in plastica monouso come piatti, posate, cannucce, ma anche i bastoncini dei cotton fioc o le aste usate per i palloncini.

Tra gli altri obbiettivi previsti dall’Ue, il 90% di raccolta differenziata di bottiglie in plastica entro il 2029, mentre le stesse bottiglie dovranno essere create con una buona parte di materiale riciclato (il 25% entro il 2025 e il 30% entro il 2030). Secondo Greenpeace Europa si tratta di un primo passo per ridurre questo tipo di rifiuti.

Il 70% dei rifiuti in mare è costituito da plastica: ogni anno nel mondo ne vengono prodotte 280 milioni di tonnellate e 8 milioni finiscono nei nostri mari, compreso il Tirreno. Proprio in Toscana, l’anno scorso, è stato attivato il progetto sperimentale “Arcipelago Pulito” per recuperare la plastica dal mare, consentendo ai pescatori di riportare a riva e smaltire i i tanti rifiuti intrappolati nelle reti. Adesso il parlamento nazionale è al lavoro per la prima “legge Salva-mare” d’Italia.