In Toscana per le ragazze e i ragazzi tra i 14 e i 25 anni preservativi e contraccettivi, oltre alla pillola del giorno dopo, diventeranno gratis.  È quanto deciso dalla giunta regionale con una delibera, proposta dall’assessore alla salute Stefania Saccardi, all’interno di un più vasto programma di educazione sessuale e prevenzione delle malattie infettive che si trasmettono attraverso i rapporti sessuali, ad esempio l’infezione da Hiv o l’epatite B o C.

La delibera è stata approvata nel novembre scorso e diventa operativa dal primo febbraio 2019, anche se servirà qualche giorno perché  il sistema sia rodato.

Dove

Profilattici e metodi contraccetivi saranno distribuiti nei consultori, negli ambulatori ostetrico-ginecologici e nella rete di farmacie di continuità con la presentazione della prescrizione medica o del piano terapeutico annuale. Tutti, viene chiarito dalla Regione, verranno messi a disposizione gratuitamente, ma sempre con la mediazione di un medico, per informare e rendere più consapevoli i giovani. Come fare ad averli? Bisognerà presentarsi per un primo consulto (gratuito).

Non solo preservativi: la lista dei contraccettivi gratis in Toscana

La misura riguarda contraccettivi come profilattici (che oltre a mettere al riparo da gravidanze indesiderate proteggono anche dalle malattie sessualmente trasmissibili), spermicidi, contraccettivi sottocute, spirale, metodi di barriera come il diaframma, pillole contraccettive, cerotto transdermico, anello contraccettivo

Oltre a questi la misura riguarda anche la contraccezione di emergenza, la cosiddetta “pillola del giorno dopo”, resa disponibile entro 2 giorni.

Contraccettivi gratis in Toscana, per chi

Oltre alle ragazze e ai ragazzi di età compresa tra i 14 e i 25 anni, i contraccettivi saranno a costo zero anche per le donne tra i 26 e i 45 anni con redditi bassi o codice di esenzione E02, E90, E91, E92, E93 e per quelle, sempre tra i 26 e i 45 anni, che hanno partorito da meno di un anno o che hanno sostenuto un intervento per l'interruzione di gravidanza (entro i primi due anni dopo l’aborto).

Questa misura riguarda i residenti in Toscana, ma anche degli studenti fuori sede: nella prima fase del progetto sono coinvolti gli iscritti all'Università di Firenze, poi sarà esteso anche a Siena e Pisa. “Vogliamo tutelare e promuovere la salute sessuale riproduttiva dei giovani e delle donne, prevenire le interruzioni di gravidanza e ridurre i tassi di abortività, prevenire le malattie sessualmente trasmesse e la diffusione dell'Hiv – spiega l’assessore Saccardi – e tutto questo non si riduce alla sola erogazione gratuita di contraccettivi, ma comprende il potenziamento dell'attività dei consultori, delle campagne informative, dell'educazione sessuale nelle scuole“.

Il programma di interventi

Il piano prevede inoltre l’attivazione nelle scuole di programmi per l'educazione alla salute e l'educazione sessuale, campagne informative per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e dell'Hiv, il rafforzamento dei consultori per la contraccezione e la prevenzione delle interruzioni volontarie di gravidanza.

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Il test salivare per l'Hiv

I dati

In Toscana la trasmissione sessuale è responsabile del 75,6% dei nuovi casi adulti di Aids, che per il 44% riguardano rapporti eterosessuali. Ma il dato preoccupante è che 6 persone su 10 si scoprono sieropositive tardi, al momento della diagnosi di Aids: prima di allora non si sono mai sottoposte a un semplice test sull’Hiv, che rivela l’infezione con una semplice analisi del sangue.

L'efficacia dei nuovi farmaci ha diminuito il numero di casi mortali di Aids, ma sembra aver attenuato il timore della diffusione dell'Hiv, che invece non sta affatto diminuendo, spiegano dalla Regione, così come negli ultimi anni sono progressivamente aumentate molte malattie a trasmissione sessuale.

Nella nostra regione è in calo l’uso del preservativo: secondo l'Ars, l’Agenzia regionale di sanità, lo si usa meno con il crescere dell'età e del numero dei partner: il 41,6% dei ragazzi di età compresa tra i 14 e i 19 anni ha già avuto un rapporto sessuale completo, ma soltanto il 56,3% utilizza il profilattico (con un calo del 9% rispetto a 7 anni fa).

Scritto il 14 novembre 2018 – Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2019