La sovrintendente al polo museale Cristina Acidini ha recentemente dichiarato che “in mancanza di accordo nazionale specifico, le Rsu e le Organizzazioni Sindacali locali non hanno concordato tale apertura straordinaria, per consentire al personale di osservare la Festa del Lavoro”.

ùIn merito ieri si è pronunciato anche Bruno de Sanctis, direttore generale al personale, che ha diffuso una circolare che: “invita i Direttori Regionali, i Soprintendenti ai poli museali di Venezia, Firenze, Roma e Napoli e tutti i Direttori degli Istituti centrali e periferici del Ministero ad interprendere ogni utile iniziativa volta volta a garantire l’apertura dei luoghi espositivi aperti al pubblico nei giorni del 25 aprile e 1° maggio p.v.”

«Per noi – dichiara in una nota Learco Nencetti della CONSAL-UNSA Beni Culturali – questa circolare è superflua, nonostante faccia chiarezza, perché era già chiaro che l’accordo nazionale c’era, come pure i mezzi finanziari per pagare il personale, su base volontaria, occorrente per tenere aperto almeno il Giardino di Boboli e le Ville medicee; come del resto è successo negli ultimi anni. E’ mancata solo la volontà propositiva da parte di Cristina Acidini – prosegue il sindacalista – di offrire la possibilità di stare aperti nell’interesse della città, e non solo. Comunque, dopo le smentite arrivate anche da Roma – conclude Nencetti – ora vediamo cosa vuole proporci la soprintendente Acidini. Senz’altro, noi non ci negheremo. Ben venga l’apertura del Giardino di Boboli e le Ville medicee per il 1° Maggio!»