domenica, 7 Marzo 2021
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Quando i cittadini decidono

In risposta alla "crisi" della politica fiorentina il Parco della Piana diventa un'ottima occasione per una politica diversa, dando la parola ai cittadini, chiamati a decidere sui 3.200 ettari di parco che si estendono nei territori tra Firenze, Prato, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino.

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L’area in questione comprende il Sir Stagni della Piana, le Cascine di Tavola e della Querciola, Villa Montalvo, l’oasi di Focognano e l’area archeologica di Gonfienti. Per la sua realizzazione sono previsti due milioni di euro, che verranno dalle sei amministrazioni locali e i duecentomila residenti. I cittadini che dovranno decidere saranno coinvolti attraverso town meeting, giurie in parte estratte a sorte, interviste telefoniche, laboratori e le nuove tecnologie.

Il processo partecipativo prevede una prima fase di sei mesi e fasi successive fino al completamento del parco e sarà coordinato dal Garante regionale della comunicazione per il governo del territorio, con la collaborazione delle amministrazioni della Regione, degli Enti Locali e interagendo con l’associazionismo interessato.

“La Regione – spiega l’assessore alle riforme istituzionali, Agostino Fragai – con questa iniziativa fa una scelta coraggiosa e di massima apertura verso la partecipazione dei cittadini su un progetto di grande rilevanza urbanistica, sociale e culturale: una scelta coerente con quella che un anno fa ci ha portato ad approvare, primi in Italia, una legge regionale sulla partecipazione”.

“L’obiettivo è sempre lo stesso –  continua Fragai -: fare prima e meglio, discutere prima e non dopo l’apertura di un cantiere, prima ancora anzi dell’approvazione di un progetto, informare e confrontarsi, con tempi certi che sono quelli imposti dalla legge che abbiamo approvato e in modo trasparente“.

“Siamo lieti oggi di poter rendere i cittadini toscani partecipi in prima persona di questo patrimonio – sottolinea l’assessore regionale al territorio, Riccardo Conti – Quest’area, destinata ad ospitare e armonizzare entro una grande parco agricolo, rurale, ambientale anche nuovi servizi, nuove infrastrutture e nuovi impianti, richiede un attento e lungimirante governo del territorio, un governo integrato e coordinato tra le amministrazioni interessate, ma anche tra i cittadini, singoli e associati, che con quelle amministrazioni debbono e possono interagire stabilmente”.

“Quella del parco della Piana è a nostro parere un’area dove la campagna, anziché banalmente urbanizzata, vuole tornare ad essere un luogo in cui poter vivere tutti, un grande e inatteso prolungamento delle piazze delle città e dei borghi che sul Parco si affacciano, dove tutti potranno incontrarsi”.

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