“Annuncio la mia candidatura a sindaco”. Così il presidente della provincia di Firenze, ha annunciato la partecipazione alle primarie per la scelta del sindaco del capoluogo toscano di fronte ad una platea di oltre millequattrocento persone raccolta nella sala rossa del Palacongressi.

“Prima Firenze”, questo lo slogan scelto da Matteo Renzi per presentarsi agli elettori. “Voglio una Firenze più coraggiosa, più semplice, più bella”. Renzi punta tutto sul suo essere giovane, “Io avevo dieci anni quando Lastri e Pistelli sono entrati in consiglio comunale, e solo sei mesi quando Cioni era assessore in provincia. Credo sia davvero arrivata l’ora di cambiare“, e sul lavoro svolto come presidente della provincia.

Immancabile la replica al sindaco uscente Leonardo Domenici che lo aveva invitato a non candidarsi per proseguire, invece, il lavoro cominciato in provincia: “Domenici è un amico e i suoi consigli vengono sempre ascoltati; naturalmente poi ognuno fa come crede” E non si è fermato qui: “Ho concluso il mandato in provincia con un elenco delle cose fatte,  mi pare che in comune il doppio mandato si concluda con le incertezze della tramvia”.

“Penso – ha continuato – che prima della mia carriera venga Firenze. Se perderò le primarie darò una mano a chi ha vinto, ma non farò mai né l’assessore, né il presidente di una municipalizzata. Se perdo vado a casa”.

Renzi ha annunciato poi il suo programma: “Una città da vivere anche di notte, perché solo così sarà una città sicura; un parco, quello delle Cascine, da ritrovare; un parcheggio gratuito per chi va all’ospedale di Careggi; un aeroporto da rendere più sicuro e funzionale; una grande manifestazione nel 2012 per i 500 anni dalla morte di Amerigo Vespucci che valorizzi i rapporti con l’America; una Firenze dove si sappia quando iniziano e quando finiscono i cantieri. E poi, non scherziamo, il nuovo stadio“.

Infine, ricordando uno storico rigore non calciato da Roberto Baggio a Firenze contro la Fiorentina, Renzi ha detto: “Non mi rifiuterò mai di tirare un calcio di rigore”.