Principi come quello della sussidiarietà e dell’adeguatezza a cui ispirarsi per un nuovo governo del territorio sono auspicati da Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera dei Deputati, in modo che questi “permettano un equilibrio all’interno del Governo e mettano in campo le persone e la comunità che sono chiamati a giocare un ruolo fondamentale nel governo del territorio. Deve essere instaurato un percorso comune fra le varie forze, dove l’amministrazione deve tener conto non solo dell’interesse pubblico, ma anche, di quello dei privati. Spero – conclude Lupi – che la sfida riformista possa diventare possibilità, una sfida che deve guardare anche al recupero e al riutilizzo e per cui è necessaria una semplificazione del sistema”.

Semplificazione richiesta anche da Raffaella Mariani, deputato del PD, che sottolinea la necessità di una accelerazione del tema sul governo del territorio. “C’è bisogno di una legge che dia spazio all’ascolto e sia chiara e snella – spiega Mariani –, in cui sia presente il tema della sostenibilità, che guardi al futuro e riguardi lo sfruttamento delle risorse in senso positivo. Per far questo è necessario che ci sia un coordinamento  fra tutti gli enti, uniformità e omogeneità. È inoltre importante che vengano definiti i ruoli del pubblico e del privato, due entità che sono fondamentali per la pianificazione, ma che devono avere distinti funzioni”.

“È  necessaria una riforma che segua un metodo e un modo condiviso – dice Patrizia Colletta, coordinatore del Comitato Scientifico della Fondazione Cloe – per costituire dei principi fondamentali del territorio. Deve essere attuato un percorso che sia composto da scelte strategiche, che portino a superare il gap delle pianificazioni separate. Il governo del territorio deve rendere compatibili lo sviluppo economico, sociale e la tutela ambientale”.

Da parte di Domenico Lapenta, vicepresidente Ance (Associazione nazionale costruttori edili) Toscana, la richiesta è quella di un piano strutturale che abbia una visione strategica  in cui la realizzazione dei programmi costruttivi sia maggiormente tempestiva. “L’aspetto che mi preoccupa è quello dell’edilizia sociale – dice Lapenta – che necessita di standard, devono quindi essere definiti nuovi criteri alla base di queste politiche. Il governo del territorio è un argomento complesso cha dà risposte alle esigenze di una collettività e per far questo ci vogliono operatori professionali e una macchina amministrativa in grado di affrontare il confronto”.

Maggior timori per il cammino della nuova legge arrivano da Edoardo Zanchini, della segreteria nazionale Legambiente, che sottolinea il rischio che “il tutto resti in un dibattito tecnico”.“Ci dobbiamo chiedere che ruolo vogliamo dare all’edilizia nel nostro paese – dice Zanchini –. Nel resto d’Europa l’edilizia è un motore di innovazione è un cantiere di sperimentazione, in Italia è stato versato tantissimo cemento per costruire case, ma ancora le fasce di giovani hanno difficoltà ad avere accesso alla casa. Bisogna, quindi, lasciare la vuota retorica e far diventare l’edilizia motore di innovazione”.

“Oggi il tema del territorio è un tema focale – spiega il consigliere regionale della Toscana del Partito Democratico Erasmo D’Angelis –, anche se può sembrare paradossale in un momento in cui siamo immersi in una tempesta epocale come quella della crisi finanzia che stiamo vivendo. Ma è  proprio dal territorio che possiamo ripartire. La sfida riformista – conclude D’Angelis – è quella di ripensare il ruolo del territorio: parlarne non significa fermare le macchine e lo sviluppo, ma riaccenderle e farle ripartire: per noi è una grande opportunità”.