Il corpo senza vita dell’uomo, Stefano Ciolli, imprenditore di 43 anni residente a Greve in Chianti, era stato trovato domenica mattina nel comune di San Casciano Val di Pesa. Secondo quanto spiegato dagli inquirenti, quando la vittima è stata portata con un’auto sul luogo in cui è stata poi trovata morta era ancora viva, ma priva di sensi perchè, sembra, colpita alla testa con un corpo contundente.

L’ipotesi effettuata dagli inquirenti, agghiacciante, è quella secondo cui Ciolli, quando è stato bruciato, fosse ancora vivo. Secondo le prime indagini, l’uomo sarebbe stato prima colpito da un oggetto contundente alla testa, poi caricato su un’auto e portato a Montecapri dove, ancora in vita, sarebbe stato cosparso di liquido infiammabile e bruciato.

Gli inquirenti stanno ora cercando di ricostruire le ultime ore di vita della vittima. Secondo quanto ricostruito, l’imptenditore avrebbe lasciato la sua casa di Greve intorno alle due della notte tra sabato e domenica: la sua auto è stata trovata vicino al Nova Hotel all’Osmannoro, a una quarantina di chilometri dal luogo in cui è stato trovato il corpo e a 60 chilometri da Greve. L’auto aveva gli sportelli aperti e la chiave di accensione ancora infilata nel quadro.

La vittima gestiva diverse società e cooperative nel settore del facchinaggio e del trasporto. Era anche il rappresentante legale della cooperativa “Coccinella”, che lavora nel mercato ortofrutticolo di Novoli. Sembra, però, che negli ultimi tempi avesse contratto numerosi debiti: gli inquirenti lavorano ora in questa direzione, anche se non vogliono tralasciare nessuna pista per risolvere l’agghiacciante delitto.