mercoledì, 30 Settembre 2020
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Come si fa una sanificazione, dall’ozono all’alcol: risponde l’esperto

Tute speciali, una doccia di disinfettante e un'invasione di gas: ecco come viene eliminato il rischio coronavirus dagli ambienti dove hanno soggiornato i positivi. Una cooperativa fiorentina è specializzata in questo tipo di bonifica

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Tuta, mascherina e visiera protettiva sono gli strumenti del mestiere. Ipoclorito di sodio, perossido di idrogeno e ozono sono invece i prodotti e i gas usati durante la bonifica e la sanificazione obbligatoria in ambienti dove è stata appurata la presenza di persone positive al coronavirus, come abitazioni, uffici, negozi o fabbriche.

“È una procedura che segue quanto previsto dalle circolari del Ministero della Salute, effettuata da personale appositamente fermato, al termine della quale viene rilasciata la certificazione di avvenuta sanificazione”. A spiegare come funziona è Giacomo Sestucci, responsabile del settore bonifiche di CAF, cooperativa fiorentina che oltre alla logistica e ai grandi spostamenti con gru e piattaforme aeree si occupa ormai da quasi trent’anni di bonifiche di amianto e adesso anche di bonifiche per il Covid-19.

Le aziende specializzate

CAF è una delle poche aziende del centro Italia autorizzata per questo tipo di operazioni. Diciotto persone formate e sette operative: il team anti-coronavirus è già entrato in azione per “ripulire” gli oltre 35 mila metri quadrati di uffici della Regione Lazio dopo che il governatore Nicola Zingaretti è risultato positivo al coronavirus, mentre adesso la squadra è impegnata nella sanificazione e disinfezione delle strutture collegate ai servizi sociali del Comune di Firenze, dagli alloggi per le donne vittime di violenza ai servizi per i senzatetto.

Coronavirus, come si fa la sanificazione degli ambienti

Per quanto riguarda gli ambienti dove hanno soggiornato persone affette da coronavirus, la sanificazione parte con una normale pulizia con acqua e detergenti, come si fa anche normalmente a casa. Il  passo successivo invece è più professionale: serve per disinfettare a fondo gli ambienti, in modo da eliminare gli agenti patogeni, spruzzando  ipoclorito di sodio allo 0,1% (che comunemente conosciamo come candeggina), perossido di idrogeno allo 0,5% (un po’ più forte della normale acqua ossigenata) e, dove non sia possibile impiegare questi prodotti, etalo al 70% (ossia alcol) come ad esempio per i computer, le tastiere e gli strumenti elettronici.

“Il personale è dotato di dispositivi di protezione idonei, come mascherine filtranti ffp2 o superiori, tuta e vestizione adeguate che proteggono sia dagli agenti infettanti come batteri e virus sia dai vapori delle sostanze utilizzate, che possono provocare irritazioni e bruciature – chiarisce Giacomo Sestucci – inoltre viene seguita una procedure di ingresso e di uscita dai locali, che di fatto, per spiegarla in poche parole, è una sorta di doccia con il disinfettante”. Per questo all’esterno delle strutture da bonificare vengono installati degli speciali spogliatoi dove gli operatori passano prima di entrare in azione e al termine della loro “missione”.

Sanificazione ambientale CAF

Sanificazione ambientale con ozono, come funziona e il costo

Un’altra arma usata contro il coronavirus, è l’ozono che permette una sanificazione e sterilizzazione più profonda: perché si fa? “In genere noi prevediamo anche un’invasione con ozono per due o quattro ore a seconda della grandezza degli ambienti – risponde l’esperto – il locale viene sigillato e il gas arriva in quelle parti difficilmente raggiungibili con i disinfettanti, prendiamo ad esempio una libreria e le pagine di un libro”. Le circolari del Ministero della Salute non parlano esplicitamente di ozono, ma non escludono questa procedura di sanificazione che può rappresentare un’ulteriore garanzia.

Il costo per una bonifica di questo genere può variare molto in base alle caratteristiche degli ambienti, anche perché stiamo parlando di strutture non progettate per una sanificazione costante, come lo sono invece gli ospedali: si parte dai 29 euro a metro quadro minimo 200 mq, fino ad arrivare a cifre più basse anche 2 euro a metro quadrato, per locali grandi migliaia di metri quadrati. Spese che però possono essere più basse se si parla di una “pulizia” meno profonda, ad esempio dove non siano stati accertati casi di coronavirus.

Il “bonus sanificazione”, credito d’imposta

Per le aziende che dispongono una sanificazione degli ambienti il decreto “Cura Italia” ha comunque previsto un bonus sotto forma di credito d’imposta. Viene riconosciuto il 50% di quanto speso per un massimo di 20 mila euro per tutto il 2020. In questa cifra possono rientrare anche le spese per i dispositivi di protezione individuale, come mascherine e visiere protettive, per gel igienizzanti e per le barriere installate in modo da far rispettare la distanza di sicurezza.

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