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Sanificazione ambienti e Covid: cosa si intende e come si fa in un negozio?

Quali sono le indicazioni per sanificare gli ambienti dei negozi e delle attività produttive che riaprono al pubblico

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Scattano riaperture dei negozi a patto però del rispetto delle regole anti-coronavirus, tra queste l’uso delle mascherine, l’accesso contingentato delle persone, dispenser di gel igienizzanti mani, oltre all’obbligo della sanificazione degli ambienti prima di ritirare su il bandone come succede ad esempio in Toscana: ma cosa si intende e come si fa la sanificazione di un negozio? Esistono ditte specializzate che sanificano i luoghi ad esempio con l’ozono per un costo medio di circa 60 euro per 50 metri quadrati, ma ci sono anche le indicazioni del Ministero della Salute, contenute in una circolare dello scorso 22 febbraio riguardo alla prevenzione della diffusione del coronavirus Covid-19.

Il decreto cura Italia e il successivo decreto rilancio hanno inoltre previsto un bonus sanificazione, riconoscendo un credito di imposta alle aziende che predispongono operazioni per rendere sicuri ambienti e strumenti di lavoro.

Cosa si intende per sanificazione degli ambienti? Cosa significa?

Iniziamo dai tre gradini previsti dalla “scala” per rendere sicuri gli ambienti dal punto di vista igienico e sanitario: sul più basso c’è la comune pulizia, seguita dalla sanificazione, per arrivare infine alla disinfezione. Prima di sanificare un ambiente si parte dalla normale pulizia con acqua e sapone. Passare un comune detergente permette di rimuovere lo sporco visibile, come polvere, grasso e materiale organico.

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Il secondo step è appunto la sanificazione, con questo termine si intende un intervento che elimina batteri e agenti contaminanti, abbassando drasticamente la carica batterica presente negli ambienti come quelli di un negozio o di una fabbrica, grazie a prodotti chimici specifici. Interessa sia i pavimenti, sia le varie superfici come tavoli, banconi e gli strumenti di lavoro.

Come si fa la sanificazione degli ambienti e di un negozio. I prodotti

Una definizione di sanificazione si trova nella circolare del 22 febbraio 2020 diffusa dal Ministero della Salute che indica le misure di igiene da prendere nei locali dove siano state presenti persone contagiate da coronavirus. La fase preventiva è quella di lavare i locali con acqua e con i comuni saponi.

Per la decontaminazione il Ministero della Salute raccomanda l’uso di ipoclorito di sodio diluito allo 0,1% (il che significa semplicemente candeggina). Per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, per la sanificazione viene suggerito l’utilizzo di prodotti a base di etanolo (alcool etilico) al 70% dopo la pulizia con un detergente neutro: queste sostanze eliminano i patogeni, inclusi quelli legati al virus Covid-19.

Vanno sanificate con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente, come muri, porte, maniglie, finestre. La biancheria, come  le tende e altri materiali di tessuto, deve essere sottoposta a un lavaggio con sapone e acqua calda a 90 gradi. Se non è possibile a causa delle caratteristiche del tessuto, va aggiunto al ciclo di lavaggio candeggina o prodotti a base di ipoclorito di sodio. Qui in dettaglio i prodotti per la disinfettare le superfici e la procedura per sanificare i vestiti nei negozi di abbigliamento.

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Cosa dice la circolare del 22 febbraio del Ministero della Salute

Queste indicazioni, come detto, sono riportate nero su bianco nella circolare numero 5443 del 22 febbraio 2020 sul Covid-19, redatta dal Ministero della Salute: ecco quindi in sintesi cosa prevede per la sanificazione degli ambienti non sanitari (stanze, uffici, mezzi di trasporto, negozi).

  1. Procedere prima di tutto alla normale pulizia con acqua e sapone;
  2. Per la sanificazione degli ambienti vengono raccomandati questi prodotti: ipoclorito di sodio 0,1% (candeggina) o dove non è possibile usarlo etanolo al 70% (alcol etilico);
  3. Questa pulizia approfondita deve riguardare in particolare le superfici toccate di frequente come porte, maniglie, finestre, banconi, bagni;
  4. Durante la sanificazione con prodotti chimici è meglio assicurare la ventilazione degli ambienti ed è consigliato indossare la mascherina

Qui il testo in pdf della circolare del Ministero della Salute.

Il bonus sanificazione Covid-19, come funziona il credito d’imposta

Il decreto rilancio ha rinnovato le misure in favore delle aziende che igienizzano gli ambienti di lavoro, grazie a un bonus sanificazione che prevede un meccanismo di credito d’imposta, pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 per un massimo di 60 mila euro per ciascun beneficiario. Ne possono usufruire soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione; associazioni; fondazioni e gli altri enti privati, compresi quelli del terzo del settore.