domenica, 27 Settembre 2020
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Scuola, ricorso della Toscana

L'annuncio oggi nell'incontro tra l'assessore regionale Simoncini e i sindacati della scuola, il decreto del governo sull'organizzazione scolastica "sconfina" nelle competenze della Regione e Simoncini parla di "un'invesione di campo".

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La Toscana si oppone al governo sul fronte della scuola. La giunta ha espresso la volontà di fare ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto 112 del governo per quanto riguarda l’organizzazione della rete scolastica, uno snodo fondamentale le cui competenze esclusive sono affidate dalla Costituzione (nuovo titolo V) alle Regioni e che il ministro Gelmini vuole, invece, regolamentare a livello centrale.

L’ha annunciato l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini che ha incontrato stamani i sindacati scuola (Cgil, Cisl, Snals, Gilda-Unams) per fare il punto della situazione alla luce dei provvedimenti del governo.

«La Toscana – spiega Simoncini – da anni esercita, insieme a Province e Comuni le sue competenze in materia di dimensionamento scolastico e continuerà a farlo. Il decreto 112 lede le nostre prerogative e per questo faremo ricorso. Int! anto diciamo a Comuni e Province di continuare a lavorare alla riorgan zzazione della rete, anche per il prossimo anno, secondo le scadenze e le indicazioni previste dalla normativa regionale, normativa la cui legittimità è stata confermata a suo tempo dalla stessa Corte costituzionale».

Nel corso della riunione l’assessore ha ribadito il giudizio negativo della Regione sia sul merito dei provvedimenti introdotti del governo sulla scuola («il ministro Gelmini vede la scuola come un costo e non come una risorsa sulla quale investire»), sia sul metodo(«le decisoni sono state prese a colpi di decreto, tagliando fuori dal confronto istituzioni e mondo della scuola»).  Su queste valutazioni il consenso di partecipanti è stato unanime.

Così come la preoccupazione per gli effetti del ritorno del maestro unico che penalizza uno dei punti di eccellenza del sistema scolastico italiano. Si tratta di un provvedimento – è stato detto – che impoverisce la scuola primaria e, visti i tagli e la forte riduzione dell’orario previsti dal prossimo anno per  le elementari, difficilmente potrà conciliarsi con il mantenimento del tempo pieno.

Contrarietà è stata espressa anche per i tagli che penalizzano, in particolare, le piccole scuole, anche perchè, è stato rilevato, in Toscana negli anni passati è già stata fatta una razionalizzazione delle sedi e, ulteriori riduzioni di personale rischiano di mettere in discussione il diritto all’istruzione dei bambini che vivono in piccoli centri e in realtà montane.

I sindacati hanno accolto la proposta dell’assessore Simoncini di rendere permanente il tavolo di confronto Regione sindacati, con l’obiettivo di difendere la qualità della scuola. La Regione, con questo spirito, aderirà e parteciperà alle iniziative programmate dai sindacati, in modo unitario, per il 19 (Forum del mondo della scuola, associazioni professionali istituzioni) e 25 settembre (assemblea dei maestri elementari pre sso l’istituto Marco Polo a Firenze).

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