Ad essere prese in considerazione dai sindaci di Firenze, Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio, Calenzano, Fiesole, Impruneta, Lastra a Signa, Pontassieve, Scandicci, Sesto Fiorentino e Signa sono state le nuove disposizioni previste dal decreto del ministro Gelmini, nel corso della Conferenza dei sindaci, riunita in Palazzo Vecchio e presieduta da Leonardo Domenici, che ha affrontato il problema sulla base di una relazione del sindaco di Bagno a Ripoli Luciano Bartolini.

“La nostra preoccupazione – affermano in un documento i primi cittadini – riguarda gli effetti che deriveranno dai pesanti tagli economici e di servizi. Quello che si preannuncia è un impoverimento della qualità dell’offerta formativa, in un momento in cui c’è bisogno di più cultura per meglio affrontare le complessità dell’attuale società e le sfide del futuro”. Secondo i sindaci, inoltre, le famiglie “rischiano di essere private della scelta di diversi modelli educativi e di un servizio sociale fondamentale (tempo prolungato e tempo pieno)”. “Non possiamo accettare l’idea di un ritorno al doposcuola – precisano i primi cittadini – sia per scelta educativa che per l’impossibilità da parte dei comuni di rispondere ad un servizio che deve garantire lo Stato; né si possono scaricare sempre sui Comuni gli effetti di una politica fatta di tagli“.

I sindaci ricordano che i Comuni “sono fortemente impegnati nel garantire livelli adeguati di servizi all’infanzia, come i nidi”, e ribadiscono che “nella nostra area ingenti sono gli investimenti per i servizi integrativi: trasporti, mensa, accoglienza, orientamento, biblioteche, ludoteche per la scolarizzazione fino a sei anni”. Inoltre chiedono “un rinnovato impegno del Governo per continuare l’opera per nuove costruzioni e la messa a norma degli edifici scolastici”. Da qui la proposta di un’iniziativa pubblica da tenersi a Firenze per sensibilizzare l’opinione pubblica e “non far passare sotto silenzio una politica che impoverisce tutta la scuola, da quella dell’infanzia alla superiore, e che colpisce anche l’università e la ricerca”. Perché, concludono i sindaci della città metropolitana, “un investimento nell’istruzione è un investimento nel futuro”.