La difficile congiuntura non risparmia territori e settori, tuttavia cresce la quota di imprese che hanno aumentato la spesa per investimenti (18,2% contro 16,3% del I semestre 2007). Poco incoraggianti invece le aspettative per la seconda parte dell’anno.

La nota arriva dall’indagine congiunturale – periodo gennaio-giugno 2008 – dell’Osservatorio Regionale Toscano sull’Artigianato – realizzata da Unioncamere Toscana con Regione Toscana, le federazioni regionali di CNA e Confartigianato Imprese, le sigle sindacali CGIL, CISL e UIL e con il supporto tecnico di IRPET.

Salvo la cantieristica, sono tutte negative le variazioni del fatturato per un valore medio del -8,3%, il peggior risultato dal I semestre 2003. Tra i settori, va male soprattutto il sistema dei servizi (-10,4%), con flessioni del 12,6% per i trasporti, e del 7,9% per i servizi alle imprese. Perdite consistenti anche tra l’edilizia (-8,2%), sofferente soprattutto nei lavori edili di completamento (-13,4%). Nel manifatturiero (-7,9%) è grave la situazione del sistema moda (-11,2%). In particolare, peggiorano maglieria (-14,5%), concia (-13,8%) e calzature (-12,2%). Tra le altre manifatture (-8,0%), si hanno perdite rilevanti nell’oreficeria (-12,6%), nel legno-mobili (-11,3%) e nell’alimentare (-6,7%). Più contenute le riduzioni della metalmeccanica (-3,2%) per le flessioni che hanno interessato i prodotti in metallo (-3,2%) e la meccanica in senso stretto (-4,8%). Bene invece la cantieristica (+2,3%).
A livello provinciale, sono sotto la media regionale: Prato (-11,1%), Siena (-10,1%), Pisa ed Arezzo (entrambe -8,8%), Massa-Carrara (-8,7%) e Firenze (-8,5%). Valori negativi nei fatturati di Livorno (-7,4%), Pistoia (-6,7%), Lucca (-6,4%) e Grosseto (-6,3%).

Prosegue la fase critica dei distretti manifatturieri toscani (-12,1% il fatturato del complesso delle specializzazioni distrettuali) con punte nei distretti: pelli-calzature di Castelfiorentino (-16,7%), concia di S.Croce (-14,0%), tessile-abbigliamento di Prato (-13,0%) e orafo di Arezzo (-12,9%).
La dinamica del fatturato evidenzia come a soffrire siano, soprattutto, le imprese più piccole (1-3 addetti, – 12,2%; 4-5 addetti – 10,0%); anche se non risparmia la categoria 6-9 addetti (-8,0%), e le imprese artigiane più strutturate (con oltre 9 addetti) con perdita, però, di “solo” il 5,5% del volume d’affari.

Tra le micro-imprese, soffre il manifatturiero (-13,3%). Tra le grandi, arretrano i servizi (-10,4%). Mediamente migliori, negli altri comparti, le evoluzioni della classe con oltre 9 addetti dove il fatturato aumenta nella cantieristica (+5,6%), nella carta-editoria (+2,3%) e nelle manifatture varie (+1,2%).

Nel I semestre 2008, calano dello 0,3% gli addetti alle imprese artigiane, pari a meno 1.065 unità rispetto a fine 2007. Flette, in particolare, l’edilizia (-1,4%), mentre il manifatturiero perde solo uno 0,4%. Avanzano dell’1,7% i servizi. La dinamica occupazionale continua a tenere soltanto nella piccola impresa di 1-5 addetti (+0,3%, pari a +530 unità), mentre quelle con più di 6 addetti segnano un -1,0%. Flettono, nel semestre, sia i lavoratori indipendenti (-0,5%) che i dipendenti (-0,1%), questi ultimi a causa di una riduzione dei lavoratori a tempo pieno (-0,8%) mentre aumentano i dipendenti a tempo parziale (+6,6%).

Nelle province, l’occupazione artigiana scende a Massa-Carrara (-2,6%), Siena (-2,5%), Pistoia (-1,3%). Aumenta a Prato (+3,3%), Lucca (+1,1%), Livorno (+0,7%). I settori di specializzazione produttiva dei distretti manifatturieri registrano una diminuzione marcata nella concia di S.Croce (-4,2%), nell’orafo di Arezzo (-2,2%) e nel pelli-calzature di Castelfiorentino (-2,0%). Recuperano il tessile-abbigliamento di Prato (+3,6%) e l’abbigliamento del Casentino (+2,9%).