mercoledì, 22 Settembre 2021
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Siamo sempre più figli unici

Italiani destinati a diventare un popolo di figli unici? Sono sempre di più le famiglie che scelgono di non avere altri bambini, dopo il primo pargolo, complici le traversie economiche e le difficoltà nel conciliare lavoro e maternità da parte delle donne.

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Oltre la metà delle coppie diventate genitori tra il  2003 e il 2007 afferma di non desiderare altri figli. Percentuale che sale nel centro-Italia, dove solo il 15,8% dichiara di desiderare un altro bambino a breve.

A evidenziarlo è un’indagine dell’Istat che mette a confronto i periodi 2003 e 2007. Secondo la ricerca le donne di età compresa tra i 35 e 45, da un lato si trovano ad aver sperimentato ad età via via più avanzate alcune fasi cruciali della transizione allo stato adulto (completamento degli studi, uscita dalla famiglia d’origine, matrimonio o unione libera, figli) e dall’altro si trovano ad affrontare un mercato del lavoro ancora fortemente segmentato e sfavorevole ad un solido inserimento femminile.

Tra coloro che hanno avuto un bimbo (19% delle persone in età riproduttiva e sempre in coppia) oltre la metà afferma di non volerne altri, e tale contrarietà aumenta al crescere del numero di figli già presenti, del grado di determinazione delle intenzioni inizialmente espresse e dell’età dei partner. Un terzo delle persone che hanno avuto figli dichiara, al 2007, di avere intenzione di proseguire nuovamente nel breve periodo.

Forti le diversità territoriali dal momento che, tra chi ha avuto figli nel triennio, oltre la metà dei residenti nelle Isole (52,1%) intende proseguire a breve, seguite dal 38,1% dei residenti nel Nord-est e da un terzo dei residenti nel Sud (34,8%) e nel Nord-ovest (33,2%), e da appena il 15,8% dei residenti nell’Italia Centrale, dove è maggiore l’intenzione a limitarsi definitivamente (tre su quattro non intendono più avere figli, contro una media nazionale del 54,6%).

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