martedì, 11 Agosto 2020
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Spostamenti tra regioni dal 3 giugno: apertura senza passaporto sanitario?

Cosa cambia per i viaggi interregionali con il nuovo decreto sulla fase 2 e quanto influirà il monitoraggio del livello di rischio

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La data per tornare a circolare liberamente è appesa a un filo, ma se arriverà l’ok ai viaggi fuori regione non ci saranno “passaporti sanitari” per viaggiare da una zona all’altra d’Italia. Quando si potrà andare fuori regione? L’apertura per gli spostamenti tra regioni, anche confinanti, è stata prevista dall’ultimo dpcm per mercoledì 3 giugno 2020, ma c’è chi guarda con attenzione al livello di rischio per il coronavirus dei vari territori, mentre il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia assicura che non ci sarà un’apertura differenziata. Smentita quindi l’ipotesi di una chiusura dei confini di Lombardia e Piemonte, le zone più colpite dal Covid-19.

Per lo sblocco della mobilità interregionale il governo valuterà la situazione nel fine settimana del primo giugno e studierà un nuovo decreto, “non è detto, ma potrebbe diventare inevitabile prendere tutto il tempo che serve“, ha detto Boccia in un’intervista al quotidiano La Stampa rilasciata nei giorni scorsi. Insomma l’esecutivo mette le mani avanti e ipotizza un possibile slittamento del “libera tutti”: “non dobbiamo dimenticare che siamo ancora dentro il Covid-19 – ha aggiunto il ministro – dunque chi alimenta una movida sta tradendo i sacrifici fatti da di milioni di italiani”. Intanto si ipotizza anche una riapertura con mini-quarantena per chi si viaggia tra le regioni.

Spostamenti tra Regioni, quando l’apertura ai viaggi: il 3 giugno?

In vista del via libera agli spostamenti, toccherà al Ministro della Salute Roberto Speranza fare il punto della situazione entro venerdì, prendendo anche in considerazione il monitoraggio dei 21 parametri sul coronavirus che le Regioni sono tenute a comunicare ogni settimana, in base al quale viene stabilito il grado di rischio (basso, medio e alto) dei diversi territori.

La data X è proprio il 29 maggio, termine entro il quale sul tavolo del Ministero arriverà il report delle Regioni e questa sarà la chiave per decidere quando fissare la riapertura dei confini, se il 3 giugno o più avanti. Nel weekend si terrà poi il Consiglio dei ministri che stabilirà il da farsi: se levare ogni vincolo alla circolazione delle persone o introdurre delle limitazioni in accordo con i governatori.

Gli spostamenti e il passaporto sanitario: il caso di Lombardia e Piemonte, Sicilia e Sardegna

Sono soprattutto Lombardia e Piemonte le due sorvegliate speciali per l’andamento del coronavirus e per la mobilità interregionale: alcuni governatori del Sud, come il sicialiano Nello Musumeci e il presidente della Sardegna Christian Solinas, hanno proposto per i viaggi interregionali un “passaporto sanitario” o una patente di immunità che certifichi i turisti negativi al coronavirus. Un’idea bollata come incostituzionale dal ministro Boccia, che in audizione alla Commissione Federalismo alla Camera ha spiegato: “Rileggete l’articolo 120 della Costituzione. Una Regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone. E poi se gli scienziati dicono che non ci sono passaporti sanitari, non ci sono”.

Al momento sembra quindi che la riapertura degli spostamenti tra regioni non avverrà a velocità diverse, come ipotizzato nei giorni scorsi: se si ripartirà, non ci saranno distinzioni tra regioni e città. “Se siamo sani ci muoviamo – ha chiarito Boccia – diverso è prevedere una fase di quarantena, ma non siamo in quella condizione. E anche in quel caso ci vuole un accordo tra le parti”.

Basso, medio, alto: il livello di rischio delle regioni per il coronavirus, non c’è solo l’Rt

A giocare un ruolo fondamentale per l’apertura agli spostamenti è quindi il livello di rischio delle diverse regioni, un “termometro” della febbre da coronavirus che va dal gradino più basso fino all’alto pericolo della diffusione dell’epidemia. Tra i 21 criteri presi in considerazione per il monitoraggio il numero di tamponi effettuati, la tenuta degli ospedali e l’indice Rt (il tasso di trasmissibilità del coronavirus, che sostituisce l’R0, perché tiene conto delle misure prese per contenere le infezioni).

In base all’andamento della situazione epidemiologica, il governo e i governatori delle singole Regioni potranno decidere delle zone rosse, zone off limits che solo in caso di focolai potranno riguardare singole città o addirittura singoli paesi.

Viaggi all’estero dal 3 giugno: verso quali Paesi?

Il decreto per la fase 2 del premier Conte ha indicato il 3 giugno, come la data in cui si potrà tornare a viaggiare verso l’estero, salvo le limitazioni imposte dalle nazioni di destinazione (qui l’elenco dei paesi). Lo stesso giorno potrebbero riaprire anche le frontiere per i turisti che arrivano da fuori Italia. Anche questo punto sarà al centro del Consiglio dei ministri del weekend.

Spostamenti tra regioni limitrofe: il caso dei Comuni confinanti ma in regioni diverse

Un altro capitolo riguarda l’apertura, prima del 3 giugno, agli spostamenti tra cittadine che si trovano sui confini delle regioni, distanti solo per una divisione amministrativa. In più zone d’Italia i governatori hanno firmato ordinanze che consentano ai cittadini di questi comuni di viaggiare solo nel territorio della città vicina, anche se in un’altra regione, ma il governo ha bocciato questa possibilità.

Gli spostamenti tra comuni e province di regioni confinanti possono essere autorizzati solo per motivi di “assoluta urgenza”, ha scritto il ministro della Salute Roberto Speranza in una lettera inviata al presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini.

Fino al 3 giugno: i motivi per gli spostamenti fuori regione e l’autocertificazione

Fino al 3 giugno solo chi ha validi motivi di lavoro, di salute o di assoluta urgenza può spostarsi tra regioni, come anche le persone bloccate dal lockdown lontano da casa, che possono raggiungere la loro abitazione principale in una regione diversa. Per la mobilità interregionale resta l’autocertificazione (qui il nuovo modulo), che invece dal 18 maggio non è più necessaria per spostarsi all’interno della propria regione. Non è permesso inoltre viaggiare fuori dai confini regionali per andare a fare visita a parenti e congiunti.

Aggiornamenti e chiarimenti sulle regole per il contenimento del coronavirus, sul sito del governo.

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