martedì, 19 Gennaio 2021
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Il piano Rinasce Firenze per riportare i residenti in centro

Divieto ai bus turistici, censimento delle false residenze, controllo degli accessi: cosa prevede il piano Rinasce Firenze

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Divieto di ingresso ai bus turistici, censimento delle false residenze nel centro storico, controllo degli accessi contro il turismo mordi e fuggi: il piano “Rinasce Firenze” presentato oggi dal sindaco della città Dario Nardella contiene misure per incentivare il ritorno alla residenza nel centro storico per risolvere, o almeno mitigare, il problema dell’overtourism.

“Rinasce Firenze” è il nuovo programma di mandato dell’amministrazione presentato per la ripartenza della città dopo l’emergenza coronavirus. Si parte da una constatazione: “Il centro storico è indubbiamente l’area cittadina che più ha risentito delle conseguenze negative della fase appena trascorsa”. Senza turisti e già svuotato dei residenti che negli ultimi decenni lo hanno abbandonato, in questi mesi il centro è rimasto deserto. Il testo completo di Rinasce Firenze è disponibile sul sito del Comune.

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Rinasce Firenze, un piano per cambiare centro storico e turismo

Rinasce Firenze riconosce che è necessaria una nuova identità per il centro storico di Firenze “da una vocazione tipicamente turistica verso nuove ambiziose funzioni, riscoprendo la tradizione locale (botteghe artigiane di qualità) e valorizzando i rioni storici della città come luoghi identitari”.

Si parte da un piano per incentivare il ritorno della residenza in centro storico ed attrarre uffici ed imprese. Come? Attraverso la conversione di alcune aree in poli innovativi di ricerca e formazione sull’hi-tech e su competenze specifiche. Ad esempio, dare vita a una scuola internazionale di hotellerie e a un centro di formazione per le competenze digitali.

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C’è poi la proposta di promuovere presso Regione e Governo le Zes, zone economiche speciali. Aree a tassazione zero per attrarre investimenti, quartieri che abbiano come funzione primaria la creatività, l’artigianato e la cultura. E realizzare, oltre a queste, un “Borgo delle eccellenze artigiane”.

Il piano contiene anche proposte più specifiche su aree che da anni sono al centro del dibattito pubblico: uno spazio multifunzionale nell’area di Sant’Orsola e il recupero delle ex Poste di via Pietrapiana.

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Un centro storico a misura di residenti

Divieto di accesso ai bus turistici all’interno del centro storico, rafforzando il ruolo dei parcheggi scambiatori. Un divieto che, entro la fine del mandato (nel 2024) sarà progressivamente esteso a tutta la città: niente più bus turistici a Firenze.

Un censimento del centro di Firenze, sul modello di quello del 2011, per avere il quadro preciso dei residenti effettivi e soprattutto per combattere le false residenze. Un tavolo con gli host di appartamenti (il mondo Airbnb, in pratica) per incentivare gli affitti a medio lungo termine. Passare cioè dagli affitti brevi per i turisti a quelli lunghi per i residenti.

Un nuovo piano di trasporto pubblico, compresa una nuova fermata della tramvia in via Cavour, davanti a Palazzo Medici Riccardi e a pochi passi dal Duomo. Di pari passo, ampliare le zone pedonali per eliminare le auto all’interno del centro storico.

Touristic bond e ingressi contingentati: quale turismo per Firenze?

Pacchetti turistici a prezzo fisso e una “flat rate” alberghiera, una tariffa uguale per tutti. Da combinare eventualmente con i vari bonus introdotti dal governo con il Decreto rilancio come il bonus vacanze.

Un’idea innovativa è quella dei Touristic bond o Futures turistici che funzionino come gli strumenti finanziari: acquisto il valore di un pernottamento in camera oggi e lo rivendo  domani, quando sarà cambiato. Si parla anche di Florence Voucher, buoni sconto e altre forme di agevolazione per i turisti che scelgono Firenze come destinazione.

Firenze e la questione overtourism

Ma quale turismo vuole Firenze? L’ingresso in città dei cosiddetti day users, i turisti mordi e fuggi, potrebbe essere contingentato per orario e territorio, incentivando la fruizione di percorsi culturali meno frequentati. Si punta invece sul turismo congressuale.

Nei prossimi mesi verrà lanciata una grande campagna di promozione che promuova l’immagine “di una città sicura grazie ai protocolli sanitari di sanificazione messi in atto da strutture ricettive e musei”.

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